Botte all'asilo, l'inchiesta si allarga. Adesso sul registro degli indagati c'è anche la preside

TERAMO – E’ destinata ad allargarsi l’indagine condotta dalla procura di Teramo sui maltrattamenti ai bambini della scuola per l’infanzia Marrocchi di Sant’Onofrio di Campli, dopo il primo provvedimento di sospensione per sei mesi dall’insegnamento della maestra L.R., 62enne teramana. Il supplemento di indagini dopo il provvedimento firmato dal gip del tribunale di Teramo, Roberto Veneziano, ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati anche della dirigente scolastica del plesso, che secondo gli elementi raccolti dagli investigatori, avrebbe ricevuto in più occasioni segnalazioni sull’anomalo comportamento tenuto dalla educatrice. Una volta avrebbe raccolto il racconto di un’alunna che frequenta la scuola media dello stesso istituto: l’adolescente avrebbe visto proprio quella maestra picchiare un bimbo della sua classe nel corridoio. Non era la prima volta che la preside veniva interessata del caso, perchè anche in un’altra. occasione era intervenuta nella III sezione della scuola dell’infanzia per dirimere un violento litigio che vedeva protagonisti due bambini e l’insegnante coinvolta nell’inchiesta. Che la dirigente fosse dunque al corrente della situazione pesante nel rapprto tra l’educatrice e i piccoli trai i 5 e i 6 anni di quella classe, sarebbe stato attestato anche dalle testimonianze delle maestre, ascoltate a sommarie informazioni dagli investigatori. Tutte avrebbero riferito di un atteggiamento violento, che si traduceva in spintoni, pizzicotti, schiaffi al volto e alla nuca, addirittura di matite battute sulla testa e calci nl sedere. Una lunga lista precedente all’intervento dei poliziotti della Postale che grazie alle telecamere nscoste all’interno della classe, posizionate per un mese a cavallo tra il marzo e l’aprile di quest’anno, hanno potuto documentare all’incirca una trentina di episodi violenti su non meno di una mezza dozzina di piccoli, per lo più maschietti, alcuni dei quali hanno riportato anche ecchimosi e non di rado si sono messi a piangere. Addirittura in un caso è stata ben visibile anche l’azione violenta di un’altra maestra che si trovava con quella poi sospesa nello stesso turno. Il pm Greta Aloisi, che ha chiesto e ottenuto dal gip Veneziano l’emissione del provvedimento di sospensione dal lavoro fino a tutto il prossimo mese di gennaio di L.R., contesta anche alla dirigente il reato di concorso in maltrattamenti e a breve si appresterà a chiudere le indagini e formulare il capo di imputazione con richiesta di processo. Non è escluso però che il campo delle persone coinvolte nella vicenda si allarghi: in quella scuola dell’infanzia il clima di apprensione generato nei bambini che la frequentano, ha purtroppo resistito a lungo anche per via di un atteggiamento omertoso di chi sapeva. Molte educatrici, o perché precarie, o perchè di minor esperienza lavorativa rispetto alla trentennale attività svolta dalla collega sotto accusa, dopo sporadici e timidi interventi per richiamare la maestra a un atteggiamento più consono alla sua responsabilità, avevano soprasseduto forse per timore di ritorsioni sul lavoro?

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