Il gip convalida il fermo del killer di Mihaela: "Ho avuto un black out" dice al giudice

TERAMO – E’ stato convalidato il fermo di polizia giudiziaria di Cristian Daravoinea, il camionista romeno di 36 anni che mercoledì ha ucciso con due coltellate al petto la compagna Mihaela Roua nella loro abitazione di Nereto. L’uomo è comparso dinanzi al gip del tribunale di Teramo, Roberto Veneziano, che dopo averlo interrogato nel carcere di Castrogno, ne ha disposto la custodia cautelare in carcere: la contestazione al momento è quella di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e dall’aver agito nei confronti del convivente.
Davanti al giudice, assistito dal suo legale, l’avvocato Fiorenzo Pavone, Daraovinea ha mantenuto la stessa condotta collaborativa mostrata nell’interrogatorio notturno con il pm Davide Rosati, appena rintracciato dai carabinieri dopo un pomeriggio di ricerche: ha ammesso di aver ucciso la compagna in un momento di black out, quando erano in casa, a pranzo. Ma secondo l’impressione del suo difensore, "l’indagato non ha fatto riferimento alla gelosia quale molla omicidiaria. Tra lui e la povera Mihaela da tempo c’era una ragionamento sulla possibilità di separarsi: Cristian – ha aggiunto l’avvocato Pavone – dice che entrambi avevano ormai capito che il rapporto era finito e che le strade si sarebbero separate, e stavano anche ragionando sulla possibilità di vendere l’abitazione in cui vivevano. Mai tra i due ci soo stati episodi di violenza o denunce per cose del genere. Anche lui ha iferito di non ricordare, di non capire perchè dentro di lui è scattata una reazione così violenta".
In mattinata il pm Davide Rosati affiderà l’incarico per l’esecuzione dell’autopsia sulla salma della mamma 32enne all’anatomo patologo Luigi Cipolloni dell’Istituto di medicina legale di Foggia. L’esame dovrebbe essere eseguito nella stessa giornata.