TERAMO – E’ ormai abbastanza chiaro, con l’arresto di due napoletani avvenuto ieri nell’operazione congiunta della squadra mobile e dei carabinieri di Teramo, che quello delle truffe con i finti ‘pacchi’ è il reato dilagante in città e non solo. I due trentenni partenopei raggiunti dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere (adesso sono rinchiusi a Poggioreale) firmata dal gip Roberto Veneziano, sono il quarto e quinto arresto negli ultimi nove mesi, autori di due truffe e di una tentata, che portano a 45 il numero dei raggiri messi a segno (e scoperti) in questo periodo nelle case teramane. Gli arrestati sono noti alle cronache per reati contro il patrimonio e nei confronto di uno in particolare è stata applicata anche la recidiva specifica. Entrambi, come il 31enne finito in cella lo scorso 23 luglio, avevano scelto il centro cittadino per fingersi corrieri che dovevano consegnare pacchi destinati a figli o nipoti di anziani soli in casa. Ma gli elementi raccolti anche in questo caso dagli agenti della squadra mobile diretti dal vicequestore aggiunto Roberta Cicchetti e dai militari del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Teramo diretti dal maggiore Luigi Vaglio, hanno permesso di smascherare ancora una volta due napoletani che hanno agito lo scorso mese di gennaio. La tecnica, identica alle altre e consolidata in molti casi. La rima vittima è stata una 78enne, alla quale i due si erano spacciati per corrieri per farsi consegnare 2.000 euro, il costo del ritiro di un pacco contenente pezzi di ricambio di u computeer, ordinati dal nipote. Uno dei due si era anche spacciato al telefono per il nipote della vittima, confermando alla nonna l’ordine. Aperti i pacchi consegnati a casa dai truffatori dopo il ritiro del denaro, la vittima si era accorta che dentro in realtà c’erano prodotti alimentari. Nello stesso giorno i due arrestati avevano tentato di portare a termine analoga truffa, con le stesse modalità, ai danni di una donna anch’essa 78 enne e residente in città, senza però riuscirvi perché la donna si era rifiutata. I riscontri successivi hanno però permesso di scoprire che uno dei due arrestati, il giorno prima, il 9 gennaio, sempre a Teramo, aveva commesso una truffa con le stesse modalità ai danni di un uomo di 82 anni: dopo essersi spacciato telefonicamente per corriere e poi per suo nipote, aveva ottenuto la somma 1.700,00 euro. Non contenti della prima truffa, il finto corriere ci aveva riprovato con una nuova consegna per conto del nipote, che stavolta sarebbe costata 2.500 euro. Per fortuna la truffa era fallita perchè dentro casa c’era la figlia, che si era opposta al ritiro della merce.
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