Manuel, lo chef isolano che vuole portare scrippelle e mazzarelle nella Grande Mela

ISOLA G. SASSO – Dalla valorizzazione del territorio alla promozione dei prodotti tipici teramani e abruzzesi anche all’estero. Lo chef Manuel Di Stefano, gestore col fratello Alessandro del ristorante “La Goccia” di Trignano di Isola del Gran Sasso, parte alla conquista dell’America. Una nuova avventura quella che il giovane cuoco si appresta a vivere. Una decisione di certo non facile, arrivata dopo un lungo periodo di riflessione, quella maturata assieme al fratello. Una scelta che lo porterà, da qui a un anno, verso New York e che sancisce il suo addio (o meglio arrivederci) alla montagna teramana per la cui promozione ha tanto lottato, che tanto gli ha offerto in termini di esperienza e di prodotti, ma che tanto poco gli ha restituito sotto forma di sostegno da parte delle istituzioni. Una battaglia per il territorio condotta assieme al fratello, senza il quale, la bella realtà de “La Goccia”, con tutte le iniziative che hanno portato il locale su tutte le più importanti guide gastronomiche italiane, non avrebbe mai visto la luce. Un connubio perfetto che ora, per forza di cose, è chiamato a separarsi.
Dal primo gennaio, quindi, il ristorante che sorge ai piedi del Gran Sasso chiude i battenti, ma sarà uno stop temporaneo, dettato dalla necessità di riorganizzarsi in vista di una riapertura in un’altra veste, sotto la guida del fratello Alessandro. «Sono sicuro – afferma Manuel – che “La Goccia”, nonostante la mia assenza, resterà un punto di riferimento per tutto il territorio perché è nelle mani sapienti e sicure di mio fratello Alessandro». 

Quello che Manuel Di Stefano si appresta a compiere, sarà un lungo viaggio. Un percorso che inizierà il prossimo 12 gennaio e che culminerà, tra un anno, con l’arrivo nella Grande Mela. La prima tappa è quella che lo vedrà impegnato in un ristorante italiano di Berlino, dove trascorrerà i prossimi dodici mesi affinando la sua tecnica, in attesa di ricevere il visto per poter entrare negli Stati Uniti. Un’esperienza che gli servirà per migliorare le competenze per poi gettarsi anima e corpo nell’ambizioso progetto professionale: aprire un ristorante unicamente abruzzese a New York. L’idea è nata nei mesi scorsi quando, alcuni imprenditori che frequentano abitualmente il locale di Isola, hanno deciso di investire su Manuel proponendogli un progetto ambizioso: portare timballo, “scrippelle ‘mbusse” e “mazzarelle” lungo le sponde del fiume Hudson. Proposta che è stata accettata dopo un lungo periodo di riflessione. Se da un lato, infatti, l’occasione permetterà allo chef isolano di farsi ambasciatore della nostra cucina e del nostro territorio in una delle città più importanti del mondo, dall’altro, rappresenta l’abbandono di un percorso che lo aveva visto grande protagonista a Teramo e in Abruzzo. E che aveva raggiunto l’apice con la sua partecipazione allo show “Cuochi d’Italia” di Alessandro Borghese. In quella occasione, infatti, Manuel riuscì con orgoglio non solo a farsi amare dal pubblico Tv, ma rappresentò anche uno dei migliori veicoli di promozione turistica per l’entroterra teramano e per i suoi prodotti enogastronomici e artigianali. Uno sforzo che non è stato sempre ripagato. «Crediamo di aver dato valore al territorio, a questo territorio dimenticato dall’esterno e abbandonato dall’interno, un luogo “impermeabile” – lo sfogo di Manuel – anche a causa di coloro che, pur potendo, non si sono mai sforzati per la sua promozione e valorizzazione».

La bella esperienza in patria dello chef isolano, come detto, si interromperà con l’inizio del nuovo anno, ma di certo non romperà quel filo che lega Manuel alla sua terra, ai suoi prodotti e alle sue tradizioni. Elementi che saranno messi in “vetrina” a New York e che, senza dubbio, conquisteranno anche il cuore e il palato degli americani.

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