E' complessa l'identificazione del cadavere trovato lungo il Fino: servirà l'esame del Dna

PESCARA – Iniziate le procedure per stabilire se il corpo in avanzato stato di decomposizione rinvenuto lunedì sulle sponde del fiume Fino, a Collecorvino, in località Caparrone possa appartenere, come si sospetta, a Palmerino ‘Rino’ Piccirilli, l’83enne di Bisenti scomparso dal 21 ottobre scorso.
Su incarico del pm Marina Tommolini, il medico legale Ildo Polidoro ha infatti eseguito l’autopsia sul cadavere. Nel corso dell’esame sono stati eseguiti i prelievi per l’esame del Dna e i rilievi antropometrici, finalizzati ad accertare alcuni parametri, come altezza o lunghezza degli arti. È stata poi eseguita, attraverso radiografie e Tac total body, la cosiddetta autopsia virtuale, i cui risultati potrebbero dare indicazioni maggiori sulle cause della morte.
Pochi gli elementi emersi dall’esame macroscopico: si sa per certo solo che il corpo appartiene ad un uomo e che il decesso è avvenuto non più di sei mesi fa. Il medico legale, che come da prassi ha eseguito prelievi di campioni per gli esami istologici di laboratorio, ha 60 giorni di tempo per depositare la sua relazione in Procura. I dati che emergeranno dagli accertamenti verranno poi comparati con le caratteristiche delle persone scomparse in zona.
Il cadavere, cui mancavano alcune parti, tra le quali gli arti inferiori, era stato trovato da una donna che passeggiava in quella zona con i suoi cani e che aveva subito lanciato l’allarme. Fin dall’inizio si è pensato che si possa trattare di ‘Rino’ Piccirilli.

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