Lo Sci Club Teramo rilancia la storica tradizione della scuola ma è costretto ad emigrare a Campo Felice

TERAMO – Sessantatrè anni di storia, vissuti sui pendii del Gran Sasso Teramano, quando ai Prati di Tivo la tessera dello Sci Cai Teramo e poi dello Sci Club Teramo era ambizione di tanti giovani sciatori: la storia si rinnova, anche a 63 anni di distanza dalla prima affiliazione alla Fisi (festeggiata a Modena dalla Federazione, nel 2006, con la consegna del gagliardetto dei 50 anni di attività). Oggi lo Sci club vede i figli di quei pionieri portare avanti una tradizione che aveva fatto degli atleti teramani, tra il 1975 e il 1980, dei veri campioni da battere. Sono trascorsi gli anni, lo sport si è evoluto ma i problemi sono diventati tanti. Uno su tutti: la disponibilità di una stazione dove potersi allenare e tirare su nuovi campioni. Le difficoltà dei Prati di Tivo si riflettono sull’attività (e sui costi) che gli appassionati del capoluogo vogliono svolgere. E dopo una lunga storia, lo Sci Club Teramo è costretto ad emigrare a Campo Felice. "Quello che per decenni è stato il nostro vanto – spiega il presidente Cristiano Ferrante -, oggi è diventata la nostra prima difficoltà: Prati di Tivo continua a non decollare, Pratoselva è stata abbandonata, Monte Piselli quest’anno non apre. Si tratta di uno stallo negativo che si ripercuote sulla passione e sulla tradizione sciistica dei teramani, che ogni settimana salivano dal capoluogo per sciare. Intere generazioni hanno vissuto la magica atmosfera dei pullman dello Sci Cai che ogni domenica portavano ai Prati decine e decine di giovani e tanti campioni si allenavano in settimana quotidianamente. Oggi siamo costretti a lasciare la ‘nostra’ montagna, i nostri Prati di Tivo per emigrare forzatamente a Campo Felice, dove troviamo condizioni organizzative favorevoli e innevamento giusto per permettere ai nostri ragazzi di fare scuola". La ripartenza è dura, ma la passione ha portato, grazie al contributo di sponsor e allo spirito di volontariato, a contare adesso 60 soci ma soprattutto 12 bambini iscritti alla scuola sci, che svolgeranno 30 ore stagionali e parteciperanno alle iniziative del dopo sci, con passeggiate e giornate da trascorrere insieme in montagna. "Vogliamo riportare i teramani in montagna – aggiungono Stefano Valeri, il vicepresidente e il consigliere Armando Villanova – anche d’estate, perchè il nostro Gran Sasso va vissuto tutto l’anno sui sentieri, i percorsi, le passeggiate. C’è bisogno però che le istituzioni si rendano conto del valore sociale di tutto questo, oltre a quello economico e che si impegnino a risolvere questi annosi problemi che mortificano gli stimoli di chi si sacrifica per far sì che i giovani si appassionino allo sport e alo sci in particolare". E con loro annuiscono in coro anche il segretario Giuseppe Giugliotta, Massimo Cingoli, Rocco Leone, Gianfranco Di Domenicantonio, Marcello Ciafaloni, i nomi e i volti dello Sci Club Teramo… 2.0. Dietro di loro e al gagliardetto dei 50 anni, superati da quasi tre lustri, la foto dei pionieri del 1956, che rispondevano ai nomi di Dario Foschi, Antonio Marramà, Adone Ricci, Goffredo Ferrante, Francesco Danesi De Luca. Ma quelli erano altri tempi, i Prati di Tivo erano diversi, soltanto il Gran Sasso resiste con il suo fascino imperituro.

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