Iachini vince la causa dopo il sequestro di un milione di euro dalla Finanza. E lo Stato ne deve pagare 40mila

TERAMO – Il procuratore e le Fiamme Gialle danno notizia del sequestro di un milione di euro all’imprenditore teramano più sotto ai riflettori degli ultimi anni e presidente della Teramo Calcio, Franco Iachini, omettendo di dire che per questa vicenda, che origina dalla verifica su 5 società dall’Agenzia delle Entrate, il processo tributario ha già dato ragione al manager e condannato lo Stato al pagamento di oltre 40mila euro di spese processuali. Succede anche questo nella giustizia teramana e così l’incontro di presentazione del nuovo comandante della Finanza di Teramo, il tenente colonnello Gianfranco Lucignano, si trasforma nella (non) notizia del giorno: l’ingegnere Franco Iachini è al centro di un sequestro per equivalente di denaro, e l’annuncio è condito anche dalla battuta, "quando siamo andati a sequestrare i soldi sui conti ce li abbiamo trovati". Basta però un approfondimento del fatto e si scopre che la Commissione tributaria provinciale di Teramo, quelle contestazioni mosse dall’Agenzia delle Entrate le ha annullate tutte, ritenendole ‘inconsistenti’, e condannandoal pagamento delle spese processuali l’Agenzia delle entrate, ovvero lo Stato, ovvero i cittadini: 40mila euro. Dunque sarà mai possibile che la procura e tantomeno la Finanza no conoscano la sentenza, firmata da due magistrati e un avvocato, e pubblicata il 24 febbraio? E come mai l’annuncio avviene appena due giorni dopo? Mistero della fede. Sta di fatto che negli ambienti investigativi ci si affanna subito a sottolineare che un conto è l’amministrativo, il tributario, un conto è l’aspetto penale, dove pure galleggia la contestazione di emissione di false fatturazioni per operazioni inesistenti e di indebita compensazione del credito di imposta). A leggere bene le carte, e per come ha sostenuto anche il colonnello Lucignano, se i rilievi, nei due aspetti, coincidono al 95%, amministrativo e penale sono avviati a concludersi nello stesso modo, a cominciare dalla decisione sul dissequestro della somma (che l’imprenditore aveva già versato in parte prima di presentare ricorso). Una richiesta in tal senso rivolta al riesame, alla luce della sentenza tributaria, è in preparazione da parte dei legali di Iachini. Almeno, nel corso della conferenza stampa, è stato precisato che la verifica, avviata nel 2017, è stata condotta nei confronti di cinque società della holding, nel settore dell’informatica, e che la Teramo Calcio, pur appartenendo al noto imprenditore teramano, non è coinvolta nel lavoro dell’Agenzia delle Entrate. Un’accortezza marginale, considerata la irrefrenabile voglia di mandare al macero l’immagine di un imprenditore di successo. 

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