Covid 19 in aumento, tra Castiglione e Pineto i tre quinti dei contagiati (su 20), ad Atri una decina di ricoverati in attesa del test

TERAMO – L’impennata nei contagi che tutti gli esperti indicavano imminente, quasi alla conclusione della prima settimana di restrizioni, si sta verificando anche in Abruzzo e la provincia di Teramo sta conoscendo un aumento dei casi di positività, a cominciare da quell’area della Val Fino che da giorni viene indicata come la più colpita.
I nove casi denunciati oggi dal sindaco di Castiglione Messer Raimondo, Vincenzo D’Ercole, si aggiungono ai tre confermati a Pineto (un medico dell’ospedale di Giulianova e la moglie infermiera all’ospedale di Atri, oltre a un altro uomo), ai quattro famigliari del ‘paziente 1’ lombardo a Roseto (dimessi ieri), un altro paziente di Montefino, una donna di Silvi (ricoverata a Pescara), il 71enne lombardo residente a Giulianova (In isolamento domiciliare) e il funzionario regionale teramano ammalatosi nel Nord Italia. Sono questi i casi confermati, tanto per fare ordine nella ridda di notizie su veri, nuovi e vecchi casi, che in totale nel Teramano al momento sono 20 (dei quali uno gestito all’ospedale di Penne).
Ma il numero potrebbe essere in aumento: all’ospedale San Liberatore di Atri, che la Asl di Teramo ha destinato a ospedale Covid 19, c’è una decina di ricoverati con sospetto Coronvirus, che sono in attesa di conoscere la risposta del primo test dall’analisi del centro di riferimento regionale di Pescara o dall’Istituto zooprofilattico ‘Caporale’ di Teramo. Il tampone è stato seguito anche su gran parte del personale dei reparti di medicina e di rianimazione dell’ospedale atriano, dopo la positività della paziente ultrasettantenne di Castiglione ricoverata in questi reparti e poi trasferita in terapia intensiva all’ospedale Mazzini di Teramo. Al momento non si registrano positività tra il personale, tranne l’infermiera in quarantena con il marito a Pineto.
L’incremento esponenziale di casi a Castiglione ha indotto la Asl a muovere passi decisivi verso il censimento di eventuali altri positivi. La direttrice sanitaria Maria Mattucci ha disposto l’invio di squadre di infermieri per il prelievo dei campioni biologici intanto tra le persone che hanno avuto stretti rapporti con i 9 positivi, in particolare coloro che avrebbero frequentato quello stesso bar in cui sembra sia stato identificato il numero maggiore di contatti. Successivamente, si passerà al test sui residenti di Castiglione che presentano sintomi simil influenzali e poi a tappeto su tutta la popolazione. Si vuole adottare cioè un modello Codogno, per studiare e contenere il contagio.

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