Recupero Teatro romano, il Comune acquisisce casa Salvoni e Palazzo Adamoli

TERAMO – L’emergenza Coronavirus non fa passare in secondo piano altre “emergenze” cittadine, soprattutto per chi da decenni è una vedetta della rinascita culturale cittadina attraverso la valorizzazione del sito archeologico del Teatro romano. Teramo Nostra, in occasione della determina firmata dal dirigente Remo Bernardi del Comune di Teramo, con cui l’amministrazione comunale impegna la somma necessaria all’acquisizione di casa Salvoni e della parte restante di palazzo Adamoli, torna a ricordare l’obiettivo di sempre: che si possa finalmente effettuare la demolizione dei due caseggiati incongrui che tengono ancora prigioniero il Teatro romano di Teramo.

Piero Chiarini, presidente dell’associazione culturale Teramo Nostra da oltre venti anni si spende e si batte per il recupero funzionale dell’importante monumento archeologico teramano.

«Ringraziamo il Comune di Teramo, guidato dal sindaco D’Alberto, che, nonostante l’emergenza sanitaria di questi giorni, sta mandando avanti l’iter per la realizzazione del recupero del Teatro d’Interamnia che, secondo noi di Teramo Nostra, rappresenta la vera possibilità di rilancio e rinascita della nostra città».

«Se siamo arrivati a questi passaggi importanti, alla fase esecutiva del progetto di recupero e all’acquisizione dei due edifici per il loro abbattimento – dice ancora Piero Chiarini –  lo dobbiamo anche e soprattutto a quello che fece Tonino Di Saverio in qualità di Assessore regionale alla Cultura: fu lui, insieme a Paolo Antonetti, dirigente del settore Cultura della Regione Abruzzo, ad esercitare il diritto di prelazione, nell’ultimo giorno utile,  per l’acquisizione di casa Adamoli, bloccando così gli appetiti di imprenditori che puntavano alla ristrutturazione dell’immobile, in barba ai vincoli esistenti dato che sia casa Adamoli che casa Salvoni poggiano entrambi sopra quelle che erano le gradinate e la cavea del Teatro romano».

«Però – dichiara ancora Chiarini – anche se carte alla mano siamo ormai ad un punto di non ritorno, con la fase progettuale più che avanzata, saremo più tranquilli solo quando vedremo cominciare lo smontaggio-demolizione dei due caseggiati incongrui, quelli  su cui qualche gola profonda che non ama la città, ma che bada solo al proprio interesse, aveva allungato le mani per attività speculative».

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