Gli infermieri del NurSind critici con l'organizzazione della Asl di Teramo

TERAMO – Ancora critiche sulla Asl di Teramo per l’organizzazione del personale durante l’emergenza Coronavirus. Stavolta è la segreteria teramana del NurSind, il sindacato delle professioni infermieristiche, tramite Giuseppe De Zolt, ad esprimere “forte preoccupazione per la grandissima difficoltà nella gestione del personale da parte della dirigenza delle professioni sanitarie della Asl, che non sembra aver contezza di tutto quello che sta succedendo nei quattro presidi ospedalieri”. 

Per il Nursind l’emergenza Coronavirus non avrebbe fatto altro che esaltare dei limiti di programmazione già presenti: «È ormai evidente come non ci sia una programmazione, ma si vive giorno per giorno senza una visione d’insieme necessaria per far fronte alle molteplici difficoltà del momento. Purtroppo questo atteggiamento non è legato solo all’emergenza, ma affonda le sue radici in un modus operandi che non comprende e valorizza la figura infermieristica, tanto che si è verificata una drastica riduzione del personale evidente in tantissimi reparti». 

Il Nursind critica anche l’organizzazione delle Usca, le unità di cura a domicilio istituite per il Coronavirus, per come è avvenuto il reclutamento, alla fine con una pioggia di disposizioni di servizio imposta dove l’infermiere diventa un ausiliario del medico interscambiabile con operatori sanitari e autisti, per altro ad un compenso extra a titolo di indennizzo più basso di quello garantito ai medici (30 euro l’ora indistintamente per l’accompagnatore del medico a fronte dei 40 euro l’ora per i medici).

Il Nursind se la prende con la dirigente delle professioni sanitarie della Asl di Teramo: «Chiediamo una presa di posizione forte da parte dei vertici aziendali. Non possiamo permetterci più di tergiversare lasciando in mano le redini a dirigenti poco esperti in management aziendale». 

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