Emergenza Covid, alla Valmar di Montorio nascono le mascherine sviluppate con UniTe

MONTORIO AL VOMANO – L’azienda tessile Valmar di Montorio al Vomano ha prodotto le prime 500 mascherine validate dall’Università di Teramo per l’emergenza Coronavirus. Per sostenere la propria comunità la Valmar di Marisa Valleriani – impresa tessile italiana con sede in contrada Piane di Montorio al Vomano – ha sviluppato un prototipo innovativo di mascherina non sanitaria lavabile e riutilizzabile, destinata all’uso civile. Considerata l’importanza nell’uso di questo prodotto, la Valmar ha deciso di rivolgersi ancora una volta all’Università di Teramo per avere un supporto tecnico a sostegno dell’iniziativa. È stato il professor Fulvio Marsilio, virologo dell’Unità di Ricerca in Malattie Infettive degli Animali della Facoltà di Medicina Veterinaria, a seguire le fasi di studio e realizzazione delle mascherine.

La prima produzione di 600 mascherine è stata oggetto di donazione: 100 al Club Lions Teramo e 500 al Comune di Montorio al Vomano.
Ancora una volta, dalla collaborazione tra Valmar e Università di Teramo nascono prodotti destinati per soddisfare le esigenze dei cittadini.

La Valmar Tessile Intelligente dal 1996 si dedica allo sviluppo di soluzioni innovative e funzionali per la conservazione dei prodotti alimentari primari e di uso quotidiano nella vita domestica. I prodotti lanciati da Valmar sono stati studiati per migliorare la conservazione naturale degli alimenti, contribuendo sia alla riduzione dello spreco alimentare, sia alla tutela del risparmio e dell’ambiente.

Nel 2004 avviene la prima collaborazione con l’Università di Teramo attraverso una ricerca svolta nei laboratori del Dipartimento di Scienze degli Alimenti, che ha portato alla validazione del Sacchetto Conservapane. In questa fase l’azienda ha collaborato con il professor Dino Mastrocola, ora Rettore dell’Ateneo, e con il professor Antonello Paparella, ordinario di Microbiologia alimentare e ospite fisso nel programma televisivo Geo.

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