GIULIANOVA – Tonerà a fare il "libero pensatore" e magari qualche volta andrà a vedere un consiglio comunale, Simone Paesani. Di certo, le sue esternazioni pubbliche su Facebook faranno sicuramente meno notizia di quanta attenzione gli hanno regalato i media in queste ultime ore, perchè il giovanotto si è dimesso questa mattina da consigliere comunale della maggioranza che governa la cittadina giuliese e guidata dal sindaco Jwan Costantini. Ha usato ancora il social (il video è stato pubblicato da Radio G Giulianova) per mostrare la lettera di dimissioni protocollate questa mattina e ndirizzate al primo cittadino, dopo che lo stesso Costantini, la maggioranza e tantissimi dell’opinione pubblica ma anche dei quartieri, dell’associazionismo e chi più ne ha metta, si erano affrettati a dissociarsi dall’ennesima sua infelice uscita, con cui aveva dileggiato (è un eufemismo), la celebrazione del 25 aprile ("Comunque cominciamoci ad organizzare… il 25 dopodomani mentre voi cantate Bella ciao… io vi faccio l’accompagnamento sbattendo il pisello sulla ringhiera. La ritmica è importante", aveva scritto il giovanotto sul suo profilo adesso segnalato). Il coro di dissenso e condanna forse lo hanno costretto a vergognarsi più di quanto non fece tempo fa con un altro post, in cui l’offesa era diretta alle donne teramane (sempre con il ricorso all’uso del suo attributo… una ‘fissa’ evidentemente…) e dove si augurava un terremoto con epicentro nella piazza centrale di Teramo. Forse, perchè nel post dove si dice ‘condendo’ e definisce irrevocabile il suo addio al consiglio (speriamo che sia così davvero), tra un litigio e l’altro con la pronunca e la lingua italiana, riesce a non far capire un… pisello (è il caso di dirlo adesso) sui motivi. Ma poco importa alla fine. Che abbia liberato la maggioranza di un così imbarazzante fardello crediamo sia più meritevole di attenzione che la processione della Madonna dello Splendore in questo momento. Rispetto alla vicenda del 25 aprile, però, un passaggio ricorda di farlo: "Chiedo scusa, ma non a tutti: soltanto a chi ci crede veramente nel 25 aprile, non per sentito dire". E aggiunge: "Quando si potrà riuscire, inconterò quelli con cui so di poter parlare, quelli che mi hanno votato, per chiedere scusa anche a loro che mi hanno dato un voto che è durato otto o nove mesi".
