Mensa Adsu, gli studenti accedono con il ‘Qr Code’ prepagato. Gli arredi donati alla Caritas

Per il rispetto delle norme anti-Covid. Aumentano i posti, da 256 a 400

TERAMO – L’emergenza Coronavirus coniugata con la tecnologia e l’innovazione che negli ultimi anni hanno caratterizzato lo sviluppo e l’azione dell’Adsu, l’Azienda per il Diritto agli Studi Universitari di Teramo. Grazie alla inventiva del suo direttore, Antonio Sorgi, l’Adsu ha messo a punto l’organizzazione in tempo di Covid 19, prevedendo la presenza alla mensa in numero contingentato, sulla base di un ‘Qr-code’ prepagato dallo studente.

L’occasione dell’emergenza Covid ha permesso di migliorare il servizio alla mensa di Costa Sant’Agostino. Intanto è aumentata la capacità dei posti a sedere, passata dagli attuali 256 a 400, con 80 tavoli. Il codice ‘Qr’ generato automaticamente al momento dell’acquisto da parte dello studente, gli permetterà di accedere secondo una tempistica che gli verrà fornita dal sistema, senza che si debba presentare e fare la fila, ma con il posto già libero e disponibile.

La mattinata in cui questo nuovo sistema è stato presentato, è stata l’occasione per la firma della convenzione con la Caritas, secondo la quale l’organizzazione umanitaria diocesana, prenderà in comodato d’uso gli arredi che l’Adsu ha dismesso, tutti in uno stato di ottima qualità, ma non più funzionali per la mensa di Colleparco. Gli arredi troveranno nuova vita nelle mense destinate alla popolazione meno abbiente attraverso la Caritas Diocesana.

Gli arredi, consistenti in 64 tavoli con 4 sedute annesse collegate tramite meccanismo fisso, saranno destinati alle seguenti strutture gestite dalla Caritas:
10 tavoli presso la Mensa San Martino in via Veneto, 11 a Teramo;
15 tavoli presso Casa di Accoglienza Villa Emmaus in Località Piano Delfico di Castagneto;
5 tavoli presso l’Istituto Fondazione Maria Regina a Scerne di Pineto;
34 tavoli all’Psico-pedagogico Piccola Opera Caritas di Giulianova.


Il vescovo Leuzzi: “La carità va fatta in silenzio”. La carità va fatta in silenzio, secondo il vescovo della Diocesi di Teramo-Atri, monsignor Lorenzo Leuzzi, che ha ripreso le parole spesso pronunciate dal compianto direttore della Caritas, don Igor Diomede.

E a Teramo la carità esiste: “Ci sono molti teramani che hanno donato molto alla Caritas, non solo per la mensa e questo dono di strutture che possono servire ai meno abbienti sono grande occasione per un segno che va al di la del gesto in quanto tale, perché c’è una diffusa realtà – ha detto Leuzzi, intervenuto alla firma della convenzione tra la referente della Caritas, Anna D’Eustacchio, e il direttore dell’Adsu, Antonio Sorgi, alla presenza dell’Assessore regionale Piero Fioretti -. Noi dobbiamo alimentare e aiutare questo mondo sommerso che si prende a cuore la carità, piccoli segni di una comunità che non è quella che appare: dobbiamo dirlo con molta convinzione, qui da noi c’è un’unità di base che è giusto che a volte non appaia, ma c’è”.

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