Francia: la politica, i colpi bassi e il momento del silenzio

Ecco perchè i lettori di emmelle.it non leggono dei sospetti lanciati sul sindaco D’Alberto

TERAMO – Non ce ne voglia nessuno degli attori coinvolti, ma lo dobbiamo per rispetto ai nostri lettori. Che non leggeranno su emmelle.it dei sospetti infamanti rivolti da Christian Francia – ideologo di Teramo 3.0 e dietro le quinte anche di Italia Viva – al sindaco Gianguido D’Alberto, tantomeno della replica di questi.

Il perché è presto detto. Se vogliamo perseguire la coerenza di ritrovare il vero senso della politica, quella che programma e fa per il bene comune, dei cittadini, quella cosiddetta con la P maiuscola, dobbiamo sforzarci tutti di rialzare il livello del contraddittorio e del confronto.

Sconfinare nelle questioni personali, offendere l’onestà non solo intellettuale dell’avversario politico, e ancor prima alleato (almeno di facciata), è squalificante oltre che vergognoso. Le famiglie e gli amici restano sempre sacri, non pagano colpe di altri e non vanno infangati con il chiacchiericcio di bassa lega.

A Francia va il doveroso riconoscimento di essere riuscito a sdoganare una critica dileggiante e spesso sopra le righe, trasformandola in ‘arma’ politica, e comunque di aver portato all’attenzione della comunità una realtà, quella del civismo di Teramo 3.0, con contenuto, verificato con il consistente contributo di Cristina Marroni nel doppio ruolo di vicesindaco e di assessore alla pubblica istruzione.

Faccia ricorso alla sua riconosciuta intelligenza per elevare il tono della vis politica, non guasti il ben fatto ricorrendo a colpi bassi che sembrano azioni disperate, da ultima spiaggia. La scena si conquista con le idee, non con le entrate a gamba tesa.

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