Campli, taglio del nastro alla sede di FdI

Anche il sindaco Agostinelli all’inaugurazione dei locali del circolo del partito della Meloni

TERAMO – Nel nome di Giano Accame, giornalista e saggista italiano, ieri pomeriggio a Campli è stata inaugurata la sede del circolo di Fratelli d’Italia.

Il battesimo della prima sede fisica del partito (sempre nel rispetto delle disposizioni anti-covid) è avvenuta alla presenza di molti iscritti e della dirigenza del Partito, con il Coordinatore Provinciale Marilena Rossi e del membro dell’Esecutivo nazionale, Giandonato Morra.

Questa sede premia il lavoro che da tempo Fratelli d’Italia svolge a Campli. Il Coordinatore provinciale Rossi ha posto l’accento sulla continua crescita di Fratelli d’Italia e sul lavoro svolto da Serafino Chiodi, delegato al direttivo provinciale, Roberto Di Pietro, presidente del Circolo e Carlo Olivieri, vice presidente.  Il circolo conta circa 100 iscritti ed esprime anche il consigliere comunale Pietro Adriani, delegato alla Sanità oltre che alla gestione piano neve, agricoltura, verde pubblico, tutela e valorizzazione del patrimonio boschivo.

E’ stato il sindaco Federico Agostinelli a portare i saluti ai presenti, entusiasta di questo luogo dove fare politica a Campli. La sua crescita e la sua promozione, a livello nazionale ed internazionale, offre spunti di collaborazione e di confronto tra l’amministrazione ed i partiti, come Fratelli d’Italia, che la sostengono. Le collaborazioni fattive e le iniziative come questa non possono fare altro che contribuire anche alla crescita politico/culturale del Borgo.

“La politica – ha detto nel suo intervento il consigliere Pietro Adriani – deve usare argomenti accessibili al grande pubblico, mentre il compito dell’intellettuale è quello di spingersi oltre, di dire delle novità; il compito più difficile, insomma. Ma la normalità non è la vera rivoluzione. La vera rivoluzione è il cambiamento” .

Come ha sottolineato Giandonato Morra, un partito in forte crescita come Fratelli d’Italia “ha bisogno di queste sedi per inserirsi maggiormente nel territorio e valorizzare il lavoro che si fa continuamente. La punta di diamante è e deve rimanere la comunità, conservando lo spirito che ci spinge a crescere ed a consolidarci con punti di incontro e di dibattito non solo politico ma anche culturale così come proprio Giano Accame ha sempre perseguito nella sua vita di giornalista ed intellettuale“.

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