Crisi Betafence, è un caso nazionale. Con le fiaccole tra i turisti: “Difendiamo il nostro lavoro” FOTO

Oggi la visita di Marsilio. Ieri sera a Tortoreto presidio in centro. Intanto il Fondo Carlyle cerca di rilevare la Maccaferri

TORTORETO – Hanno portato il loro dramma tra la gente, in quella comunità di cui fanno parte e che sta vivendo con loro una crisi occupazionale senza precedenti. I 155 operai dell’azienda metalmeccanica Betafence, in odore di chiusura dopo l’annuncio choc della proprietà (il fondo Carlyle) che probabilmente vuole spostare la produzione in Polonia, ieri sera hanno manifestato in piazza a Tortoreto, sul lungomare in piena estate turistica, Tra loro, fiaccole alla mano, c’erano qualche rappresentante della politica: c’erano il deputato Antonio Zennaro e il sindaco di Tortoreto Domenico Piccioni, i sindacalisti Fim Cisl e Fiom Cgil, che però hanno criticato il fatto che dopo due settimane, il richiesto tavolo presso il ministero dello Sviluppo Economico ancora non è stato convocato.

Vogliono che il Governo intervenga per fare di tutto perché lo stabilimento di Tortoreto resti a Tortoreto, anche attraverso una vendita dell’attività in loco. Il sindaco Piccioni è preoccupato del riflesso economico sul territorio di questa crisi: “Sarebbe un precedente pericoloso – ha detto ieri sera – che rischierebbe di portare alla desertificazione industriale del nostro territorio

I sindacati vogliono che la questione approdi sul tavolo nazionale, su quello stesso terreno dove lo stesso fondo Carlyle è impegnato a rilevare la grande azienda bolognese Maccaferri, proprio mentre annuncia la chiusura dello stabilimento tortoretano. Nel frattempo, i 155 lavoratori continuano nel loro picchetto dinanzi allo stabilimento in contrada Salino. Oggi, alle 11, riceveranno la visita del Governatore, Marco Marsilio.

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