Ospedali Covid, ad Atri 40 posti di sub intensiva

I posti letto in un’ala separata. Continuerà l’erogazione delle altre prestazioni

ATRI – Una parte dell’ala vecchia dell’ospedale San Liberatore di Atri sarà adibita per il ricovero dei pazienti Covid, andando così ad aggiungersi alla struttura appositamente allestita al Mazzini  e alla ex Rsa di bivio Bellocchio. La decisione è stata assunta questa mattina nel corso della riunione dell’unità di crisi della Asl, sulla scorta di una proposta condivisa tra il Comune di Atri e l’azienda sanitaria.

In particolare ad Atri saranno recuperati quaranta posti Covid all’interno dell’ala est, che sarà completamente separata dall’altra ala con ingressi e percorsi distinti, garantendo il totale isolamento l’una dall’altra  Per consentire questa soluzione nei prossimi giorni, e comunque durante i lavori per l’adeguamento dell’ala, il centro di salute mentale sarà spostato nei locali del Comune di Atri.

Questa proposta – commenta il sindaco di Atri, Piergiorgio Ferretti – è stata condivisa proprio per rispondere nuovamente a quella che è un’emergenza nazionale, ma senza interrompere la cura di tutte le altre patologie, come più volte ho ribadito e sollecitato. L’esigenza delle comunità di cui il San Liberatore è bacino è quella che non vengano fermate le altre prestazioni sulla cura delle altre problematiche, considerando che il nostro ospedale è quello che offre più prestazioni di quelli periferici e che le altre patologie, a seguito ai ritardi dovuti alla prima fase dell’emergenza, in tutti i nosocomi purtroppo, sono aumentate e si sono aggravate”.  Il personale sanitario sarà reperito con il ricorso ai co.co.co. per i medici, mentre gli infermieri e gli Oss saranno reperiti da tutti i presidi mediante accorpamento di tutte le chirurgie aziendali.

 “Possiamo considerare le due zone del nostro nosocomio come due fortezze in termini di sicurezza – conclude il sindaco – ci saranno percorsi separati da divisori, con corridoi distinti, ascensori separati e non vi sarà nessuna intersezione. Anche il servizio di radiologia per i pazienti Covid sarà separato, ci sarà infatti una Tac esterna con medici appositamente dedicata In sintesi sarà come avere due ospedali completamente distinti l’uno dall’altro“.

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