Forniture ‘gonfiate’ di device operatori: sequestrati 246mila euro al primario e altri 6 indagati

Alterati i registri di sala operatoria per ingannare la Farmacia che pagava impianti mai utilizzati

TERAMO – E’ arrivata quasi alla conclusione l’inchiesta sulla frode alla Asl di Teramo nelle forniture dei device di radiologia interventistica. I militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Teramo hanno posto sotto sequestro per ‘equivalente’ 246mila euro in beni e denaro contante sui conti correnti di sette persone indagate per truffa ai danni dello Stato e falso, nell’indagine sulle forniture ‘gonfiate’ di impianti chirurgici.

Tra gli indagati principali ci sono l’ex primario dell’Unità complessa di Radiologia interventistica Vincenzo Di Egidio, oggi direttore dell’analoga unità all’ospedale di Pescara, una caposala e l’informatore scientifico di una ditta leader nella fornitura di device, che nel corso degli anni avrebbe aumentato il volume di affari, fornendo un numero imprecisato di impianti chirurgici mai inseriti nei pazienti sottoposti a intervento chirurgico.

Secondo quanto accertato dalla Finanza dopo l’avvio di una indagine interna della Asl di Teramo, dai registri delle operazioni, risultava un numero di device impiantanti inferiori a quello che veniva falsamente segnalato alla Farmacia ospedaliera, da cui partiva un ordine ‘gonfiato’ che determinava un acquisto abnorme, con relativo esborso di soldi pubblici: l’ammontare accertato è di 347mila euro e l’avvio dell’inchiesta ha permesso all’azienda sanitaria di bloccare il pagamento di ulteriori 82mila euro.

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