I carabinieri teramani celebrano a Sant’Antonio la Virgo Fidelis

Una limitata rappresentanza alla celebrazione del vescovo Leuzzi

TERAMO – Oggi i Carabinieri del Comando Provinciale di Teramo hanno celebrato la Patrona dell’Arma ‘Maria Virgo Fidelis’ e il 79° Anniversario della Battaglia di Culqualber, partecipando alla Messa officiata dal Vescovo di Teramo-Atri, Lorenzo Leuzzi. In ragione del persistere dell’emergenza sanitaria, la cerimonia si è svolta alla sola presenza di una contenutissima rappresentanza di militari in servizio (dell’Arma Territoriale, della Forestale e del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro) e del Maresciallo maggiore in congedo Pietro Piccioni, Presidente dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Teramo, nella Chiesa di Sant’Antonio di Teramo.

Al termine della funzione il Comandante Provinciale, il colonnello Emanuele Pipola, ha commemorato, come di consueto, l’eroica difesa del caposaldo di Culqualber da parte del 1° Battaglione Carabinieri e Zaptiè mobilitato – che il 21 novembre 1941 si sacrificò in una delle ultime cruente battaglie in terra d’Africa – inquadrando storicamente il fatto bellico e dando lettura della motivazione della seconda Medaglia d’Oro al Valor Militare conseguentemente concessa alla Bandiera di Guerra dell’Arma:

Glorioso veterano di cruenti cimenti bellici, destinato a rinforzare un caposaldo di vitale importanza, vi diventava artefice di epica resistenza. Apprestato saldamente a difesa l’impervio settore affidatogli, per tre mesi affrontava con indomito valore la violenta aggressività di preponderanti agguerrite forze, che conteneva e rintuzzava con audaci atti controffensivi, contribuendo decisamente alla vigorosa resistenza dell’intero caposaldo, ed infine, dopo aspre giornate di alterne vicende, a segnare, per l’ultima volta in terra d’Africa, la vittoria delle nostre armi.
Delineatasi la crisi, deciso al sacrificio supremo, si saldava graniticamente agli spalti difensivi e li contendeva al soverchiante avversario in sanguinosa, impari lotta corpo a corpo, nella quale Comandante e Carabinieri, fusi in un solo eroico blocco, simbolico delle virtù italiche, immolavano la vita perpetuando le gloriose tradizioni dell’Arma.Culqualber (Africa Orientale), agosto – novembre 1941
”.

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