Inchiesta viadotti A24, sequestrati 26 milioni di euro ai vertici di Strada dei Parchi

L’indagine della Finanza su 6 strutture ammalorate sul versante teramano

TERAMO – Il gip del tribunale di Teramo, su richiesta della Procura di Teramo sulla base delle indagini dei finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria, ha sequestrato beni mobili e immobili per un ammontare complessivo di 26,7 milioni di euro nei confronti di sei indagati, tutti avvicendatisi nel tempo ai vertici di Strada dei Parchi e di altr 2 società collegate.

Le indagini condotte dai pubblici ministeri Silvia Scamurra e Laura Colica, sono relative all’ipotesi di reato di Inadempimento di contratti di pubbliche forniture e di attentato colposo alla sicurezza dei trasporti e disastro colposo, nell’ambito dell’inchiesta sul degrado dei viadotti dell’autostrada A24 e sulla mancata manutenzione degli stessi.

L’inchiesta era partita dai sopralluoghi e dai rilievi fotografici delegati al Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Teramo, effettuati alle pile del Viadotto Casale San Nicola del Comune di Isola del Gran Sasso, ce avevano evidenziato lo stato di grave degrado (ossidazione dei ferri dovuta anche a cedimento strutturale dei copriferri). Le indagini, sono state quindi estese anche ad altri viadotti della stessa tratta autostradale (Cretara, S. Nicola 1 e 2, Le Grotte, Cerchiara), sempre insistenti sui territori dei Comuni di Isola del Gran Sasso e Colledara.

Le ispezioni svolte, anche con l’ausilio di appositi Consulenti Tecnici nominati dai pm titolari delle indagini hanno permesso un approfondimento tecnico delle infrastrutture, rilevando criticità su alcune delle pile e degli impalcati costituenti le opere d’arte oggetto di indagine, ovvero: “ammaloramento” evidente dello strato di calcestruzzo posto a protezione dei ferri d’armatura (cosiddetti strato copriferro); danneggiamento delle canaline di raccolta e dei discendenti che convogliano le acque di dilavamento provenienti dalla sede autostradale; grave stato di ossidazione dei ferri delle armature esposti agli agenti atmosferici a causa della mancanza dello strato copriferro.

Numerose le acquisizioni documentali effettuate presso i competenti uffici del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti di Roma, la sede della società Concessionaria Strada dei Parchi Spa, e la Magistratura Amministrativa (Tar Lazio e Consiglio di Stato). Contro il provvedimento di sequestro gli indagati hanno fatto ricorso al tribunale del riesame.

I sequestri, secondo quanto riporta l’Ansa, sono stati disposti nei confronti di Lelio Scopa, presidente del CdA di Strada Parchi, Cesare Ramadori, AD, Mauro Fabris, vicepresidente del CdA, Igino Lai, direttore generale, e dei procuratori e direttori operativi Carlo Marco Rocchi e Gabriele Nati.

La procura teramana contesta reati quali inadempimento di contratti di pubbliche forniture, per non aver adempiuto quindi agli obblighi di manutenzione ordinaria, attentato alla sicurezza dei trasporti, abuso d’ufficio continuato.

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