Il Riesame rimette in libertà il dottor Ciarrocchi ma lo sospende dalla professione

I giudici aquilani sostituiscono la misura dei domiciliari con l’interdizione dall’esercizio della funzione

TERAMO – I giudici del tribunale del riesame dell’Aquila (presidente e relatore dottoressa Alessandra Ilari) hanno accolto parzialmente le tesi difensive degli avvocati Guglielmo Marconi e Tommaso Navarra e hanno revocato l’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari emessa dal gip del tribunale di Teramo nei confronti di Francesco Ciarrocchi, il ginecologo ed ex assessore all’urbanistica del Comune di Montorio, accusato di violenza sessuale da una giovane donna: adesso il provvedimento è sostituito dall’interdizione dall’esercizio della funzione di medico. In sostanza è stato sospeso a tempo dalla professione.

Il medico era stato arrestato dagli agenti della squadra mobile della questura di Teramo lo scorso 23 marzo e messo ai domiciliari nella sua abitazione, sulla scorta di indagini durate sei mesi, nel corso delle quali la procura di Teramo (pm Francesca Zani) aveva raccolto elementi ritenuti tali da chiedere al gip il provvedimento cautelare poi concesso.

La vicenda, oltre che portare il noto professionista, responsabile del centro di fecondazione assistita dell’ospedale di Teramo, alle dimissioni da assessore e alla sospensione dalle funzioni amministrative e dal rapporto di lavoro con la Asl di Teramo, ha scatenato feroci polemiche, alimentate anche dallo scambio di messaggi pesanti sui social e alla contrapposizione dialettica tra sostenitori dell’estraneità alla vicenda del professionista e altri invece accusatori, fino a farlo diventare un vero e proprio caso.

La decisione è stata pesa con soddisfazione dal collegio difensivo del medico, che da subito è tornato in libertà. Le motivazioni della decisione del tribunale di riesame saranno rese note entro 45 giorni.

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