Monta la protesta dei baristi. Makkiato: “Impotenti e calpestati. E non siamo sceriffi”

Si prepara forse una manifestazione. Critiche alle multe per i clienti che consumano fuori dei locali

TERAMO – Monta la protesta degli esercizi pubblici contro i controlli anti assembramento condotti dalla Polizia locale a Teramo. Una protesta che molto probabilmente domani sfocerà in una manifestazione pubblica che avrà come obiettivo un incontro con l’amministrazione comunale.

Intanto, dopo il provvedimento di chiusura ‘rimediato’ ieri (gli agenti di polizia locale hanno contestato la presenza di 17 avventori che consumavano all’aperto, in uno spazio esterno al bar su suolo pubblico, dopo aver acquistato bevande e cibo da asporto), il titolare del Bar Makkiato di circonvallazione Ragusa è intervenuto di nuovo dopo lo sfogo a caldo, ponendo sul tavolo della discussione una riflessione sulla condizione vissuta dai titolari degli esercizi pubblici: quale ‘giurisdizione’ hanno gli esercenti per controllare i clienti?

Il “senso di impotenza e amarezza” ha sostituito la “rabbia – dice Sergio Bruno -. Non troviamo una logica, non vediamo prospettive. I provvedimenti a sostegno sono ridicoli e illogici. Basta pensare che il nostro Makkiato 2, per gli ultimi due decreti ristori non ha avuto e non avrà diritto a nessun ristoro. Un’impresa fatta con tanti sacrifici e impegni economici partita a dicembre 2019, e rimasta aperta in 16 mesi appena 4, non ha diritto a ristori.
In tutto questo l’applicazione delle regole anti covid sta divenendo sempre più incomprensibile. Il più grande problema sembrano essere bar e ristoranti, che pure sono quelli che hanno fatto i maggiori sacrifici e investimenti per essere in regola e proteggere la salute dei propri clienti“.

Abbiamo subito limitazioni enormi e ci siamo adeguati rinunciando in pratica a lavorare per contribuire alla salute collettiva. Eppure siamo sempre noi a essere costantemente controllati, multati, chiusi. Dovremmo avere anche il ruolo di polizia urbana e allontanare – con quale potere non si sa – coloro che dopo aver acquistato si fermano sulla strada o sui marciapiedi, spesso anche a oltre dieci metri dai nostri locali – aggiunge il titolare di Makkiato -. Le stesse attenzioni, gli stessi controlli non sembrano valere per altre attività. Un caso su tutti: i supermercati, la grande distribuzione, che da questa pandemia sembra aver avuto solo vantaggi e nessun disagio. Ma i casi sono tanti”.

Questo sembra ingenerare confusione anche in chi deve far rispettare le regole e che si trova a controllare sempre e solo bar e ristoranti, come se il Covid stazionasse davanti a questi locali e non altrove.
Chiediamo giustizia e regole più chiare che mettano tutti in condizione di poterle rispettare.
Lo ripeto: siamo in ginocchio, ma almeno non ci calpestate e non calpestate la nostra dignità, il nostro lavoro e il servizio che offriamo
“.

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