Teramo, beneficenza anche per l’ultima della classe: a Cava è un altro ko (0-1)

Inguardabili i biancorossi. L’avversario con due tiri in porta guadagna i 3 punti e ringrazia

TERAMO – Raccontare o, meglio, spiegare come abbia potuto perdere il Teramo a Cava dei Tirreni (1-0, rete al 23′ di Matino, abituato a segnare ai biancorossi) non è facile se ci lascia andare alla consueta polemica sulla mancanza di una punta e stavolta in particolare, di un tiro in porta degno di tale nome.

C’è che i biancorossi ormai si sono auto affibbiati una nomea di ‘fatebenefratelli’ del girone, riuscendo a rinvigorire squadre alla frutta. Non più tardi della Vibonese, piuttosto che della Virtus Francavilla, anche la Cavese raccoglie e festeggia per una vittoria che arriva dopo ben 10 sconfitte consecutive, soprattutto dopo il ‘primo set’ di Terni, dove qualche giorno fa ne ha raccolte addirittura 7!

Il Teramo in campo è un fantasma, che si culla ancora dei tre punti conquistati contro la Turris, ma che ripropone gli stessi limiti delle ultime giornate, incapace di dare identità alla manovra, ad un attaccante che finalizzi, e a questo punto anche di uno schema che lo riporti a galla. Stavolta il tecnico Paci si è affidato a un 3-5-2 che voleva essere lo ‘specchio’ della Cavese che però Maiuri ha schierato con un 4-3-3. Il risultato? Arrembaggio biancorosso quasi costante, nel secondo tempo, senza grossi effetti dopo che i campani di casa avevano trovato il gol su una fortunosa azione in area dagli sviluppi di un calcio d’angolo, vantaggio suggellato dopo poco con un palo centrato a Lewandowski battuto.

Di qua, solo un ‘guizzo’ iniziale, al 7′ con Mungo che arriva lungo sul passaggio in profondità di Santoro. Freno a mano tirato, squadra svuotata mentalmente, testa altrove? Chissà. A fine partita è capitan Arrigoni a metterci la faccia per ammettere anch’egli di “essere senza parole“. Senza parole e non più disponibile a dispensare giustificazioni è la piazza, scatenata sui social.

Il Teramo, ancora in ottava posizione, deve guardarsi le spalle e sente il fiato sul collo di Palermo, Casertana e Monopoli (che devono recuperare gare al pari del Foggia, avanti di due lunghezze).

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