Corruzione in sanità: indagati Febbo e Sospiri. Perquisita casa dell’ex assessore

Sequestrato il telefonino del presidente del Consiglio regionale

PESCARA – Squadra mobile e Guardia di finanza questa mattina hanno perquisito l’abitazione del consigliere regionale dell’Abruzzo Mauro Febbo. Inoltre hanno eseguito un decreto di sequestro avente ad oggetto il telefonino del presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri.

Le attività sono state disposte dalla Procura di Pescara nell’ambito di un’inchiesta sugli affari dell’imprenditore della sanità, Vincenzo Marinelli, che conta oltre 15 indagati. In particolare, le ipotesi di reato a carico di Sospiri sono associazione per delinquere e concorso in corruzione. Per Febbo viene invece ipotizzato il reato di corruzione.

Aspetto centrale dell’inchiesta è la sanità, ossia il fulcro delle attività di Marinelli, che però svolge anche una regolare attività di intermediazione in altri settori. Le indagini sono su diversi fronti. Per quanto riguarda il decreto di perquisizione che interessa Febbo, nel mirino – come riporta il quotidiano Il Centro – è finito un episodio dell’8 maggio 2020, quando, stando alle successive informative della Finanza, Febbo avrebbe ricevuto contanti in cambio dell’impegno di far bandire la gara per l’esecuzione del project financing del nuovo polo oncologico dell’ospedale di Chieti.

Relativamente a Sospiri, dalle indagini della Squadra mobile sarebbe emerso il ‘totale asservimento’ del presidente del Consiglio regionale agli interessi privati di Vincenzo Marinelli e delle società a lui ricondicibili. Questo in cambio di assunzioni e finanziamenti elettorali. “Questa mattina – ha fatto sapere in una nota il presidente del Consiglio regionale – in riferimento all’inchiesta inerente l’imprenditore Marinelli emersa nei giorni scorsi, ho ricevuto un avviso di garanzia nel quale mi si addebitano rapporti con lo stesso imprenditore Marinelli per assunzioni e finanziamenti che avrebbero dovuto avere presunte ricadute elettorali. Come anticipato dai servizi giornalistici, mi è stato chiesto di consegnare il mio Iphone per consentire approfondimenti d’indagine su presunte conversazioni, e ovviamente l’ho affidato nelle mani degli inquirenti. Ora attendo fiducioso l’esito di tali verifiche con estrema serenità sia sul versante delle presunte assunzioni sia su quello dei presunti finanziamenti elettorali”.

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