Il Teramo calcio iscritto coi soldi di Iachini ma per il Pef il futuro è grigio

Depositata la documentazione, sarà ancora serie C. Ma la debolezza dell’amministrazione e l’opposizione ‘smemorata’ rischiano di far saltare un’altra occasione di sviluppo

TERAMO – Il Teramo calcio farà anche per il prossimo anno il campionato di Serie C, il terzo della gestione Iachini, dopo due anni di qualificazione ai play off. Lo fa ancora con i soldi dell’imprenditore teramano, che aggiunge quasi altri due milioni di euro ai circa 12 già tirati fuori in due anni per squadra e stadio Bonolis. Con buona pace di novelli opinionisti, cassandre urlatrici, striscioni offensivi, strumentalizzazioni e antipatie personali da ‘tutto compreso’.

Ma se il Teramo prosegue il suo cammino, consegnando ai tifosi una estate più tranquilla, con una società (per ricordarlo agli smemorati) sempre super organizzata e credibile in tutta la Lega Pro, altrettanto non può dirsi del Pef, il piano di investimento proposto dalla Soleia del gruppo Iachini sullo stadio Bonolis.

Chi voleva allungare ulteriormente i tempi per evitare ‘scherzi’ sull’iscrizione del Teramo, limitando al pallone la lungimiranza di un progetto da 10 milioni di euro e 140 posti di lavoro, in un certo senso ci è riuscito. Ma non è detto che adesso non sia l’imprenditore Iachini a rinunciare a questo percorso imprenditoriale.

Lo scoraggiamento arriva dalla debolezza di un’amministrazione comunale che non ha saputo fare quadrato e mostrare i muscoli (che dovrebbe avere nei numeri), facendo scoprire nervosismi purtroppo legati (spesso) a interessi personali, e dall’atteggiamento di una minoranza contraria per tattica politica e che non ricorda come un errore l’ha già commesso essendo stata in passato la classe amministrativa che ha ‘regalato’ (per usare la terminologia corrente sulla concessione della gestione fino al 2080 alla Soleia), allora sì, per 30 anni al privato e che non ha controllato poi che il privato mettesse in atto gli investimenti previsti (allora di ‘appena 1,9 milioni di euro…).

Di fronte a questo quadro politico che svela l’assoluta incapacità di lungimiranza politica e di interesse allo sviluppo della città e ad un decisivo cambio di passo, forse la soluzione migliore è tirare avanti fino alla fine della concessione, come stavano facendo altri prima di Iachini, e poi consegnare alla città un’altra cattedrale nel deserto, da seppellire nel cimitero delle scelte mancate.

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