VIDEO/ Bollette pazze, utenti travolti da avvisi giudiziari per la Tari

Ma in molti casi le ingiunzioni del Comune sono errate. La protesta di Robin Hood

TERAMO – Dopo quelle del Ruzzo per l’acqua, i teramani si trovano di fronte a un altro caso di ‘bollette pazze’, stavolta relative alla Tassa sui rifiuti, la Tari. Il Comune di Teramo sta infatti inviando agli utenti avvisi giudiziari.

Molti cittadini si vedono contestare il mancato pagamento di frazioni della tariffa, quando hanno scelto il pagamento in più soluzioni. Secondo l’Associazione Robin Hood, “cambiano le amministrazioni ma le modalità sono le stesse, tese a ritenere i cittadini alla stregua di vassalli“. Il presidente Pasquale Di Ferdinando ricorda che si tratta di un annoso problema: “Il mancato incastro tra i pagamenti avvenuti e tasse dovute: questa circostanza di per sé determina che cittadini in regola si vedono recapitare l’avviso giudiziale (che gratuito non è) e sono costretti a svolgere delle attività che comportano tempo e denaro. Una semplice lettera di cortesia nella quale si precisava il mancato riscontro del pagamento e la richiesta dell’eventuale giustificativo,, scusandosi per la problematica sul caricamento dei modelli F24 o bonifici, bastava per dare un segnale diverso ed in linea con i principi sanciti dallo Statuto del Contribuente“. 

Secondo l’Associazione si tratta di invii poco opportuni, “in questo periodo di vacanze estive, quando diversi utenti sono fuori comune, gli uffici comunali, le associazioni di tutela e le strutture di consulenza CAF e professionisti, hanno il personale in ferie“.

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