FOTO/ Draghi esalta la ricerca: “Più donne nella scienza, un miliardo per arrivare al 35%”

Il premier in visita ai Laboratori di Fisica Nucleare del Gran Sasso parla anche del Covid: “Il lavoro degli scienziati ha fatto la differenza tra la vita e la morte”

TERAMO – “Realizzare il pieno potenziale della ricerca vuol dire puntare su chi è stato spesso ai margini di questo mondo: le donne. Per troppo tempo le posizioni di vertice nella ricerca scientifica sono state appannaggio degli uomini“. Così il presidente del Consiglio Mario Draghi in visita ai laboratori di Fisica Nucleare del Gran Sasso questa mattina, sottolineando che “sono ancora troppo poche le ragazze che scelgono studi scientifici e solo una su 5 sceglie le cosiddette materie Stem“. Si investirà “oltre 1 miliardo” per potenziarne l’insegnamento, anche per “superare gli stereotipi di genere” e portare la percentuale “al 35%“.

Oggi – ha detto Draghi – sono molte di più le ricercatrici italiane che si affermano ai massimi livelli. Penso a Lucia Votano – che è qui con noi – la prima donna a dirigere i Laboratori del Gran Sasso. E a Fabìola Gianotti, direttrice del Cern e coordinatrice del progetto che ha portato alla scoperta del bosone di Higgs. Un numero sempre maggiore di scienziate guida progetti che spingono in avanti le frontiere della ricerca. Questi Laboratori, dove otto su 14 responsabili di progetto sono donne, costituiscono un esempio per tutti. Sono però ancora troppo poche le ragazze che scelgono studi scientifici. Tra le giovani immatricolate nelle università italiane, solo una su cinque sceglie le cosiddette materie Stem (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) la metà circa degli uomini.

Si tratta di diseguaglianze che partono da lontano, addirittura dall’infanzia. Lo ha ricordato nel 2010 un’altra grande scienziata, Margherita Hack, parlando dell’importanza di aver avuto genitori che non le avevano trasmesso comportamenti legati a stereotipi di genere“.

Per promuovere la partecipazione femminile al mondo delle scienze e della tecnologia – ha sottolineato il premier – dobbiamo intervenire lungo tutto l’arco dell’istruzione, dalla scuola all’università“, obiettivo degli investimenti sulle materie Stem -“. “Come previsto dalla Strategia nazionale per la parità di genere, puntiamo a portare la percentuale di studentesse in discipline Stem almeno al 35% degli iscritti. Di questo tema si è discusso nella scorsa settimana, in occasione della Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza. Questo dibattito deve portare al più presto a risultati concreti“.

Draghi ha anche parlato della pandemia: “La pandemia ha riproposto la centralità della scienza per le nostre vite e per la nostra società. È il silenzioso lavoro dello scienziato a fare la differenza tra la morte e la vita, tra la disperazione e la speranza. Vale per lo sviluppo di vaccini e di medicinali, come per la lotta al cambiamento climatico, ma oggi ci confrontiamo con pulsioni antiscientifiche, che puntano alla delegittimazione dei singoli scienziati o delle loro istituzioni. Dobbiamo difenderli e dobbiamo coltivare la cultura scientifica, promuoverne il ruolo centrale nella società. MA la scienza non è soltanto una somma di scoperte. È soprattutto metodo. Ci ricorda che alla base di ogni dibattito, anche il più acceso, devono esserci evidenze affidabili e verificabili. E che chiunque abbia posizioni di responsabilità o la capacità di influenzare il dibattito pubblico deve distinguere tra i fatti e ciò che è soltanto opinione“.

Il premier Mario Draghi ha lasciato in elicottero i Laboratori di Fisica Nucleare del Gran Sasso ad Assergi dopo oltre un’ora per fare ritorno a Roma. Il suo intervento nella sala Fermi dell’istituto é stato salutato da scroscianti applausi con le grida “grazie presidente” da parte di ricercatori e dipendenti dell’Infn.

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