VIDEO/ Vai a una riunione sui Prati di Tivo e capisci meno di prima: e gli impianti restano chiusi

Gli operatori chiedono risposte sui programmi, ma nessuno sa spiegare perchè la stazione non apra. Tra siparietti e rancori, la situazione resta la stessa di sempre

TERAMO – Forse non è vero che sui Prati di Tivo non si capisca nulla. La riunione di questa sera in Provincia – chiesta dagli stessi operatori preoccupati del futuro della stazione turistica – è stata, per questo, chiarificatrice. Si è capito, eccome, che nessuno ci ha capito qualcosa. Il paradosso è suggerito non solo dal siparietto da commedia all’italiana fornita da alcuni degli attori presenti, ma anche dal fatto che alla domanda ‘perché gli impianti di risalita non riaprono’ nessuno, davvero nessuno, ha saputo dare una risposta.

Alla fine, citando Erminio Di Lodovico il presidente della Siget promotore del confronto, una solo certezza è venuta fuori: che ai Prati di Tivo si possono aprire gli impianti solo se non c’è la neve. Cioè d’inverno. Perchè? Che domande, però! Noi non l’abbiamo ancora una volta capito. Perché a sentire il gestore Marco Finori, che si lamenta di aver comprato ‘un bilico’ di materassi (forse si riferiva a quelli per proteggere gli sciatori dagli. impatti con i piloni) lui sarebbe pronto a spingere il pulsante della partenza delle seggiovie ma siccome mancano le autorizzazioni come il ‘Pidav’ e il ‘Piste’ ma soprattutto ‘quelli dell’Area 4’ dicono che i sistemi antivalanga sono montati al contrario e non vanno bene… (cioè roba da supercazzola, tanto per intenderci).

Perchè a sentire gli operatori turistici questa amministrazione e questa gestione provinciale non sanno assolutamente programmare (e poi perchè sono stati loro ad aver fatto la domanda sul perchè non si apre). Perchè a sentire il dirigente della Provincia che ha preso questa bella gatta a pelare, gli O’Bellx sarebbero della Provincia fino al riposizionamnto ma poi la gestione dovrebbe passare… al gestore. E intanto ha ricomprato i tre O’Bellx che invece di prevenire le valanghe erano stati travolti da una… valanga.

Perchè il presidente di Bonaventura continua a fare comizi sul ‘volemose bene’ e sogna la messa in liquidazione della società Gran Sasso Teramano per poter ‘finalmente bandire la vendita degli impianti a qualcuno che decide seriamente di investire sui Prati’ e non si ricorda che quell’investitore, almeno sulla carta e nelle polemiche, era seduto al primo posto sul banco di sinistra della sala della riunione, ovvero Marco Finori che però ha vinto la gara, continua a ricevere proroghe Covid e non Covid con canoni degli usi civici pagati ufficialmente dalla Provincia.

Infine, perchè nella confusione sovrana, alla fine nell’aria surriscaldata della sala consiliare si sente la voce del commissario liquidatore, Gabriele Di Natale, che chiede: “Scusate ma allora perchè gli impianti non riaprono?”. Ma la frase più nervosa, il Golden Globe della serata, va sempre a lui, il liquidatore, che ha pregi di ottimo professionista ma un grande limite: quando sente nominare l’Asbuc e il suo presidente Paride Tudisco (come succede anche a Di Bonaventura) si indispettisce e va sopra le righe. La sua non proprio fortunata frase: “Ti ho pagato? Posso anche non aprire…” ha scatenato il teatrino che vi invitiamo a seguire in questo video.

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