VIDEO/ “Un ponte a tozzi e bocconi”, l’opposizione attacca la Provincia su Castelnuovo

Secondo i consiglieri di opposizione l’opera rischia di diventare un clone di quella di Mosciano, rimasta una incompiuta

TERAMO – “A. pezzi e bocconi”, la grande incompiuta in Provincia di Teramo è diventato il ponte sul fiume Vomano. Da anni se ne parla, sembrava fosse fatta per avviare i lavori e invece… Invece assieme ad alcune situazioni come i Prati di Tivo, l’lpsia Marino e i soldi per le scuola, rischia di diventare un altro mistero della gestione di questo Ente dell’era Di Bonaventura.

Lo hanno sottolineato questa mattina i consiglieri di opposizione della Casa dei Comuni, Mauro Scarpantonio, Vincenzo D’Ercole, Graziano Ciapanna, Luca Pilotti ed Ernesto Iezzi. “Rischia di finire come il ponte di Mosciano” hanno detto i consiglieri provinciali, citando una delle più clamorose incompiute delle opere pubbliche in provincia.

Il collegamento tra la SS 150 e la SP 23 tra i comuni di Castellalto e Cellino, con la realizzazione del nuovo Ponte di Castelnuovo sul fiume Vomano, è da considerarsi un’opera strategica per l’intera vallata del Vomano, sia in termini di un migliore collegamento viario e sia con riguardo alla possibilità di sviluppo dell’intero complesso industriale e artigianale – dicono alla ‘Casa dei Comuni’ -. 

“Non possiamo perciò tollerare oltre, da parte di questa Amministrazione Provinciale, una programmazione a ‘tozzi e bocconi’, se consideriamo che dopo la rescissione del contratto in danno alla Provincia, cioè per inadempienze di quest’ultima, a marzo 2019 sono stati approvati ben 6 progetti, ognuno per un suo pezzettino. Il primo progetto per circa 6 mln di euro, non rappresentava l’intero collegamento così come era inizialmente appaltato, ma uno stralcio funzionale. Il progetto riguarda solamente il Ponte sul fiume Vomano la cui opera è stata consegnata a gennaio 2021, in grande stile, con tanto di cerimonia presso la Sala Polifunzionale della Provincia, ma oggetto da subito di una variante in corso d’opera per circa 1.000.000 di euro, la cui approvazione è avvenuta dopo un anno, con un ponte diverso rispetto a quello in gara”. 

“Sistemato il Ponte ecco approvato il progetto dei sottoservizi (spostamento delle condutture gas, luce e Telecom) non contemplati nel progetto approvato e consegnato per euro 425.000,00, finanziato con dei mutui. Dopo un anno, ecco le prime somme che la Provincia recupera sul suo bilancio, e progetta-affida i lavori di una prima rotonda delle quattro previste, per euro 97.000,00. Successivamente si prendono le somme, che il Ministero ha destinato alle manutenzioni straordinarie, per progettare e affidare una nuova rotonda, sul Comune di Cellino per euro 79.999,00. In ultimo, è in corso l’attivazione dei mutui, per un ulteriore progetto per euro 250.000,00 che collega il ponte con la prima rotonda verso la SS 150

Il collegamento si può considerare ultimato?  Eh no! Da Cellino verso il ponte è previsto solo il tracciato in terra, così come lo vediamo adesso, superato il ponte arriviamo alla rotonda e troveremo il segnale girare obbligatoriamente a sinistra verso la zona industriale di Castelnuovo o tornare indietro, perché davanti abbiamo una distesa di campi agricoli e solamente con i mezzi agricoli possiamo arrivare alla SS 150. Fino adesso sappiamo che i maggiori costi sono di  euro 1.000.000,00, ne mancano ulteriori 1.250.000,00 circa e tutti quanti, dobbiamo fare un atto di coraggio  nel prossimo Bilancio  2022  individuando  tutte le somme necessarie per completare in una unica soluzione con le opere restanti,   il collegamento Cellino – Castellalto, abbandonando il detto a “tozzi e bocconi” ed evitando l’ulteriore danno che la Regione possa de-finanziare l’opera ove si ravvisi che non è funzionale allo sviluppo strategico della vallata e non rispetti gli obiettivi del finanziamento regionale- concludono i consiglieri della Casa dei Comuni -“.  

Dobbiamo avere il coraggio di condividere con l’opinione pubblica, un’opera che doveva costare 6.000.000,00 invece costerà 8.500.000,00 euro, e stavolta Presidente non dovrà dirci di nuovo “ci risiamo, mi accusano ma la colpa è la loro, un altro problema che ho risolto senza crearne nessuno, la colpa è del covid, la colpa è dell’inflazione, dei prezzi che aumentano e di chiunque altro, ma non la mia

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