VIDEO/ A Bioscienze di UniTe si studiano gli antibiotici del futuro contro una nuova pandemia

Ne ha parlato il professor Antonello Paparella: se al contrario del Covid il contagio fosse di natura batterica, un ostacolo alla cura sarebbe la capacità di resistere ai farmaci. Si cerca ‘aiuto’ nei prodotti naturali

TERAMO – La prossima pandemia potrebbe non essere causata da un virus, come accaduto per il Covid 19, bensì da una batterio. Avvisaglie di questo tipo provengono come di consueto dalla Cina dove un particolare ceppo di Escherichia Coli risulterebbe difficilmente ‘gestibile’ in quanto (come molti microrganismi patogeni ormai) sono particolarmente resistenti agli antibiotici.

Ne ha parlato il professor Antonello Paparalla, ordinario di microbiologia alimentare alla Facoltà di Bioscienze e Tecnologie ago-alimentari e ambientali dell’Università di Teramo, che racconta come a Bioscienze, in stretta collaborazione con le facoltà di Medicina si lavora allo studio e alla individuazione di nuovi antibiotici, facendo ampio ricorso a prodotti naturali, come gli oli essenziali, in grado di ‘dribblare’ la capacità dei batteri ad adeguarsi al farmaco di contrasto.

Uno studio che conferma il livello di eccellenza rivestito dalla Facoltà teramana, al centro di progetti di ricerca di rilievo con le maggiori istituzioni scientifiche internazionali e protagonista di quel concetto di approccio ‘One Health’ che incrocia in sinergia le esperienze e la ricerca della medicina veterinaria e di quella umana, come accaduto rispetto al Covid.

Ascolta l’intervista al professor Paparella andata in onda al Tg di R115

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