Finori non si presenta dal notaio, Gst al bivio: ipotesi Persia o nuova gara

Prati di Tivo: il gestore stamattina doveva firmare l’atto di acquisto degli impianti. Martedì l’assemblea dei soci cambierà strategia?

TERAMO – Quello che poteva e doveva essere un banco di prova per capire le vere intenzioni nell’investimento sui Prati di Tivo di chi fino ad oggi ha tenuto aperti a tozzi e bocconi gli impianti della stazione turistica teramana, si è rivelato pietra tombale per il rapporto tra la Gran Sasso Teramano e la ditta Marco Finori. All’appuntamento fissato dal commissario liquidatore Gabriele Di Natale, questa mattina ad Alba Adriatica, davanti al notaio per la firma dell’atto di acquisto degli impianti, l’attuale gestore non si è presentato per formalizzare l’esito del bando di gara rimasto ‘appeso’ per oltre un anno.

Finori avrebbe recapitato una lettera, in cui si dichiarerebbe disponibile alla formalizzazione dell’atto, ma con non meglio precisate richieste rispetto ai termini del bando stesso. Traduzione: al dunque della conferma della proposta, si è tornati al punto di partenza. Quello che avevamo scritto qualche settimana fa dunque, è stato predittivo: è ora di cambiare strategia e percorso per arrivare a un ancora possibile salvataggio della stazione turistica nella sua ‘versione’ invernale.

E’ molto probabile che questo sarà al centro della discussione della prossima assemblea della Gst, fissata al prossimo 26 aprile dal commissario liquidatore Gabriele Di Natale. Che è probabile proponga ai soci di valutare soluzioni alternative a Finori, passando per la convocazione alla firma del secondo proponente in graduatoria del bando (l’impresa dei fratelli Persia che però non accetterebbero alle condizioni proposte da Finori, ovvero del versamento di una somma di 1,6 milioni di euro) o con l’indizione di una nuova gara.

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