VIDEO/ D’Alfonso e la giustizia: “Sentenza D’Amico esemplare, ma si poteva evitare inutile dolore?”

Nel dibattito sul referendum del 12 giugno il senatore Dem affonda sulle procure: “Da precisare regole delle indagini preliminari e consapevolezza dei soggetti coinvolti”

TERAMO – Parlare dei referendum sulla giustizia, fissati al prossimo 12 giugno, è occasione per tornare a parlare di un esempio eclatante del percorso contorto della giustizia in Italia: la sentenza della Cassazione, la seconda e definitiva dopo quella del primo grado, con cui il Rettore emerito Luciano D’Amico è stato assolto perchè il fatto non sussiste dalle accuse di peculato e altri reati contestati dalla Procura di Teramo.

D’Alfonso parla di “indagini preliminari dolorose, che infliggono inutile dolore” e spera che non passino quasi da ‘acconto’ che l’indagato debba pagare alla pubblica accusa, rispetto a quello che poi spesso accade nel “confronto dialogico” di fronte al giudice terzo, quando tutto “scompare e si disintegra“. “Sarebbe pazzesco – ha detto all’incontro tenuto con la stampa assieme al segretario del Partito Radicale, Maurizio Turco – che questo avvenisse. E’ necessario che si aiuti l’ordinamento a precisare meglio le regole delle indagini preliminari ma soprattutto precisare la consapevolezza, perchè è necessario un ‘supplemento’ di consapevolezza di ogni soggetto di quel segmento che tanto dolore produce“.

Luciano D’Amico, ha aggiunto D’Alfonso, “è la prova vivente che l’ordinamento può funzionare. Il punto è: tutto questo poteva essere evitato e che si eviti lo spargimento di inutile dolore? D’Amico è stato privato, rispetto al contributo che avrebbe potuto dare per la sua bravura e rettitudine, alla comunità abruzzese

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