Ancora senza stipendi e un orizzonte, sciopero alle case di riposo

De Benedictis di Teramo e Rozzi di Nereto: Cgil, Cisl e Uil proclamano l’astensione dal lavoro per giovedì prossimo con picchetto in largo San Matteo

TERAMO – Il personale delle cooperative che gestiscono i servizi sanitari delle case di riposo De Benedictis a Teramo e Rozzi a Nereto, oltre che il servizio di ristorazione della De Benedictis, sciopererà per l’intera giornata di giovedì 23 giugno, con il sostegno delle segreterie Fp Cgil, Filcams Cgil, Cisl, Cisl Fisascat e Uil Fpl.

La decisione arriva dopo il cosiddetto tentativo di conciliazione con l’Azienda dei servizi alla Persona 1 di Teramo, al culmine di una serie di denunce pubbliche sui continui ritardi nel pagamento degli stipendi, che hanno messo in seria difficoltà le lavoratrici e i lavoratori di queste due strutture assistenziali per anziani.

Lo sciopero arriva anche in relazione al “perdurare della condizione di criticità economica dell’Asp1 – scrivono i sindacati nell’annunciare lo sciopero al questore e al sindaco di Teramo – che fa registrare ogni mese ritardi nell’erogazione degli stipendi ed il rischio crescente di un’interruzione dei servizi“. Secondo i sindacati la questione rischia di diventare cronica e di non trovare sbocchi per “l’assenza di un piano aziendale della ASP1 di Teramo in relazione ai servizi erogati che garantisca la continuità dei servizi”.

Il personale delle due case di riposo, nel giorno di sciopero dalle 09.30 alle 12.30 sarà in Largo San Matteo a Teramo per un picchetto di protesta.

One Thought to “Ancora senza stipendi e un orizzonte, sciopero alle case di riposo”

  1. Antonio

    Peccato che durante lo sciopero il direttore sanitario ed il commissario Asp1 si sono recati presso la struttura De Benedictis ed hanno intimato agli assistenti con fare minaccioso, di mobilizzare i pazienti, pratica che non è in linea con il mantenimento dei servizi minimi da erogare durante uno sciopero. Di fatto quindi si è voluto interrompere uno sciopero, lo si è fatto nella maniera più meschina che si possa pensare. In più il direttore della cooperativa Polis si è recato in struttura fotografando ospiti e personale e come se non bastasse nel pomeriggio sono state richiamate in servizio due operatrici… Ma non si stava svolgendo uno sciopero garantendo i servizi minimi come indicato quali:

    – igiene e alla cura della persona;
    – somministrazione delle terapie;
    – controllo parametri vitali;
    – sanificazione degli ambienti;
    – aiuto nella somministrazione dei pasti

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