Gli operatori dei Prati chiedono aiuto al Difensore civico. E c’è anche Finori…

La paralisi turistica ha nuociuto soprattutto a questa categoria che si è rivolta a Morra per dare… la sveglia a Provincia e Gst. La curiosità: tra i richiedenti anche chi il gestore escluso dalla vendita

PIETRACAMELA – Il tira e molla che negli ultimi anni sta caratterizzando la problematica impianti ai Prati di Tivo, ha colpito, con conseguenze pesanti sotto il profilo economico e d’immagine, soprattutto gli operatori economici della località turistica teramana. Che fino ad oggi, civilmente, tutto sommato sono rimasti… calmi, senza alzare mai più di tanto la voce nei confronti di chi, su questo o sull’altro fronte, non è riuscito a dare soluzione al blocco totale.

Adesso però, su iniziativa di uno degli operatori più attivi e in vista della zona, Antonio Riccioni, qualcosa però sembra muoversi. Insieme ad un’altra decina di operatori commerciali dei Prati e di Pietracamela, ha sensibilizzato il Difensore civico regionale, Giandonato Morra, a interessarsi della vicenda, nell’ambito delle sue competenze e prerogative amministrative.

Una richiesta che è stata ricevuta da Morra che si è subito attivato, chiedendo agli enti interessati, vale a dire la Provincia e la Gran Sasso Teramano, di rimettere al più presto una relazione attraverso la quale sia possibile farsi un’idea dello stato dell’arte. Il Difensore Civico, in sostanza, vuole capire se ci sono state inerzie burocratiche da parte di amministratori od organi societari che possano aver nuociuto al tessuto imprenditoriale del comprensorio montano locale.

Un aspetto curioso dell’iniziativa, obiettivamente lodevole anche se forse tardiva, è costituito dal fatto che tra la decina di firmatari della richiesta c’è anche… Marco Finori, il gestore e concorrente unico, fino a qualche mese fa prima dell’avvento dei fratelli Persia, attore protagonista della diatriba con la Gran Sasso Teramano di cui è diventato antagonista ufficiale dopo la sua esclusione dalla vendita degli impianti per non essersi presentato alla firma dell’atto notarile di cessione e con tanto di doppio ricorso, prima al Tar e poi al Consiglio di Stato (la cui udienza è fissata alla prossima settimana): iniziative che di fatto hanno paralizzato ancor più lo stato dell’arte… turistico della zona…

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