VIDEO/ Nuove aree pedonali: in via Muzii ambulanza in retromarcia

Un soccorso in queste ore alimenta la polemica dei contrari alla pedonalizzazione scattata ieri. Ma il mercato del sabato e le vie ‘fisicamente’ strette hanno questo problema (e le soluzioni) da sempre

TERAMO – La polemica sulla trasformazione in aree pedonali di via Sant’Antonio e via Muzii corre sul web. Ad appena 24 ore dall’improvvisa modifica del transito, oltre a feroci commenti di disappunto, come al solito divisi a metà con i pareri favorevoli di chi vuole il centro libero dai mezzi, arriva puntuale l’esempio di chi, contrario, si appella… all’emergenza.

La frase è ricorrente: se qualcuno si sente male come fa ad essere soccorso da un’ambulanza se la vi è chiusa dai vasi o non c’è spazio per il transito? E’ successo proprio in queste ore ed è stato immortalato nel video di un lettore: il conducente di un mezzo di soccorso non potendo percorrere via Muzii in direzione di corso Cerulli e non avendo spazio di manovra per ripartire, ha dovuto percorrere la stretta via in retromarcia, mentre il personale sanitario ha raggiunto il paziente a piedi.

Una riflessione viene spontanea, senza entrare nel merito delle ‘fazioni’ pro e contro l’area pedonale. Poche lamentele si sono levate sulla convivenza tra il centro cittadino e il mercato del sabato relativamente al transito, eventuale, di un mezzo di soccorso: in quel caso sarebbe impossibile, anche in retromarcia come in questo caso, se non esclusivamente a piedi (ed è previsto nelle procedure di soccorso). Inoltre, il video in questione dimostra che la cosa è fattibile, senza grossi affanni. Non sappiamo dove fosse diretto l’intervento ma sicuramente nella stessa via Muzii e dunque a poche decine di metri di distanza. Perchè se fosse stato in corso Cerulli, la direzione di arrivo dell’ambulanza sarebbe stata quella del corso sicuramente comoda e senza rischi. Inoltre la stessa situazione esiste da sempre in molte vie del centro storico strette e fisicamente non transitabili (eppure in questi casi nessuno protesta).

Certo, altri metodi di chiusura potrebbero tornare più utili in spazi stretti come alcuni del centro storico (che non sono area pedonale e che da sempre non sono fisicamente raggiungibili da un mezzo di soccorso), a partire dalle telecamere o dai pilomat a scomparsa. E’ triste dover constatare, però, a livello di educazione civica, che questi sistemi dei vasi debbano essere utilizzati perché c’è chi approfitta degli spazi aperti nelle vie laterali per violare il divieto in Zona a traffico limitato.

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