Europei: Gaia regge davanti ai mostri sacri ma crolla nel finale GUARDA LA GARA

A Monaco nella finale dei 1.500 metri, l’atleta teramana chiude nona ma mostra progressi anche nella strategia di gara

TERAMO – La faccia bella della medaglia è che lo scorso anno Gaia Sabbatini vinceva i Campionati europei U23 e solo dopo 12 mesi si è presentata tra le ‘grandi’ sulla misura dei 1.500 metri, centrando un nono posto finale. La serata di Monaco, vissuta in diretta sugli schermi Rai, hanno mostrato una Sabbatini diversa dal solito, determinata a stare davanti subito, nonostante la presenza di mostri sacri come Muir, Mageean ed Ennaoui (che poi sono state le tre che hanno formato il podio continentale per le tre medaglie). E Gaia fino agli 800 metri ha tenuto bene il passo entro il terzo posto, cercando di mantenere l’interno ed evitare imbottigliamenti che in precedenza le hanno procurato solo guai come ai Mondiali di Eugene.

Ma le gambe e l’esperienza delle altre sono altra cosa, per il momento, e nonostante l’atleta teramana abbia sempre galleggiato nelle posizioni di testa (prima dell’ultima curva era ancora 5°), il rush finale sul rettilineo dei 100 metri hanno fatto emergere le favorite, nonostante i ritmi non altissimi.

Gaia ha chiuso con il tempo di 4.06.04 (l’inglese Muir è oro con 4.01.08, l’irlandese Mageean argento, Ennaoui bronzo). Alla fine, è schietta: “Non si può soltanto in un anno – ha detto Gaia a fine gara – arrivare qui da campionessa giovanile ed essere subito alla pari. Stavolta ho cercato di non sbagliare e sono soddisfatta della mia gara: mi sono mancati gli ultini 120 metri ma adesso so dove lavorare meglio e non credo potessi fare di più dopo l’ultimo anno che ho trascorso. Ma il mio obiettivo e il mio sogno sono qui e io voglio avvicinarsi al più presto all’oro e stare anche davanti. Ce la metterò tutta”.

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