Il 118 ringrazia Maurizio Vicerè, storia dell’emergenza: per lui la meritata pensione

Tra i protagonisti del servizio di soccorso della Asl e tra i fondatori del comitato locale della Croce Rossa, lascia l’operatività una colonna del Mazzini

TERAMO – Apri i social e grazie a loro scopri che una vera colonna dell’emergenza sanitaria, timbra per l’ultima volta l’uscita da un turno di notte, al 118 di Teramo. E subito pensi a quel turbinio di sensazioni che può provare dentro uno come Maurizio Vicerè, che va in pensione dopo una vita vissuta dentro un’ambulanza, in un reparto, in una sala operativa, al fronte.

Buona vita Maurizio! In questi casi tutti meritano il giusto riposo dopo anni di intenso lavoro, ma per te vale doppio, anche se sarà difficile non incrociarti più sulla strada alla guida di un mezzo d’emergenza e pronto ad esserci dove serve, e quando serve, per salvare una vita. Maurizio Vicerè lo ha fatto per tanto tempo e non solo al Dipartimento di Emergenza urgenza del Mazzini. Qualche rara immagine in divisa della Croce Rossa ne ferma il ruolo da tutti riconosciuto di fondatore della grande forza di volontariato che a Teramo ha vissuto tempi d’oro e in prima linea, circa quarant’anni fa. Anni e anni di impegno nel soccorso, nei trasporti, nell’organizzazione di una sede e delle iniziative umanitarie, al fianco dei vulnerabili in ogni dove.

E poi la Asl, la sua passione e il suo lavoro incessante. Un ‘senatore’ è sempre stato considerato al 118, dove è approdato facendo parte della gloriosa pattuglia che ha costruito da zero un modello di emergenza con l’indimenticato Gaetano Pallini, dopo anni di esperienza tra la medicina e il pronto soccorso. Prezioso sulla strada e prezioso nell’ambiente di lavoro, per la sua serietà, rispetto di chi lavora e la disponibilità, sempre presenti dietro quella scorza di ‘duro’ che ne faceva apprezzare ancor più la sua amicizia: quanti consigli e quanti stimoli ha distribuiti ai colleghi più giovani!

Adesso avrà più tempo per la sue tante passioni e la sua poliedrica operatività, anche al di fuori dell’ambiente di lavoro di una vita. A lui l’essere in prima linea mancherà. Forse. A noi, di sicuro, mancherà il suo esserci, lì, dentro quella tuta rossa e gialla fluo, pronto a riprenderti benevolmente come a regalarti un cenno che sapeva di tante cose… Grazie Maurizio Vicerè!

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