FOTO / Ancora pressione su piazza Garibaldi con Polizia e unità cinofila della Finanza. Chiuso il chiosco kebab

I controlli e le perquisizioni dal pomeriggio e fino alle 22. Il personale dell’Ispettorato del Lavoro ha evidenziato rischi per la sicurezza dei clienti e fatto abbassare le saracinesche

TERAMO – I primi risultati della pressione esercitata dalle forze dell’ordine su piazza Garibaldi cominciano a farsi sentire. Questa sera un’operazione congiunta tra gli agenti delle Volanti di Teramo e del Reparto Prevenzione Crimine di Pescara, i militari del Nucleo cinofilo della Guardia di Finanza e il personale dell’Ispettorato del lavoro di Teramo, ha portato alla chiusura per motivi di sicurezza sul lavoro del chiosco bar Piazza Garibaldi o Zaza Kebab al crocevia con viale Crucioli e i Tigli.

In questo locale, già teatro due mesi fa, di una rissa tra turchi e africani per motivi mai ben chiariti e il ferimento di due giovani di colore, si è concentrata sin dal pomeriggio di oggi l’attività degli agenti della Polizia di Stato. In serata, l’arrivo di pattuglie di rinforzo ha permesso di estendere i controlli ai locali e a due autovetture parcheggiate nei pressi, molto probabilmente di proprietà del personale dipendente, su cui i è poi concentrata l’azione del cane antidroga della Finanza. Non è stato trovato nulla, ma i risultati più importanti sono arrivati dalle verifiche del personale dell’Ispettorato che ha evidenziato severi limiti strutturali al locale, tali da non garantire la sicurezza dei lavoratori e dei clienti, al punto da imporne la chiusura.

Il lavoro degli agenti e dei militari e dei civili dell’Ispettorato è durato fin oltre le 22: in piazza Garibaldi regnava una situazione di assoluta normalità, con gli altri locali aperti e frequentati da diversi avventori, ma senza eccessi: segno che evidentemente la presenza e la pressione esercitata in questi ultimi giorni dallo Stato ha funzionato da messaggio forte e chiaro. Come richiesto da residenti e cittadini, la zona deve tornare ad essere uno dei fulcri della vita teramana, senza che si debba preoccupare di evitarne la frequentazione dopo una certa ora.

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