‘Pirata’ di pay-tv con un secondo stipendio di 2.400 euro al mese

Denunciato dalla Finanza un teramano con 26 clienti ai quali vendeva i codici di accesso alle piattaforme criptate per eventi sportivi

TERAMO – Fruttava circa 2.400 euro al mese il secondo lavoretto di un teramano che si dilettava nel fornire i codici per ‘de-criptare’ i segnali video del digitale terrestre per accedere alle piattaforme tv che vendono programmi sportivi. Un sistema quasi vecchio come il mondo ma che mantiene alto il livello di accesso al mercato e frutta denaro, puntando a una offerta a costi decisamente inferiori a quelli degli abbonamenti alle pay-tv.

Le indagini, condotte dai militari della Guardia di Finanza del gruppo di Teramo e coordinate dalla Procura di Teramo, hanno permesso di individuare anche 26 clienti che dal 2017 fino allo scorso mese di gennaio si sono rivolti allo ‘smanettatore’ e che sono stati sanzionati sotto il profilo amministrativo.

Il trucco ‘svelato’ consiste nell’accesso ad un sistema Iptv, che consente la trasmissione di segnali televisivi su reti informatiche. Nello specifico, gli utenti finali pagavano il corrispettivo pattuito in contante o effettuando ricariche su carte postepay riconducibili all’indagato, pagando somme di gran lunga inferiori rispetto al reale canone dovuto al fornitore del servizio televisivo. Si tratta, in sintesi, di un procedimento attraverso il quale alcuni soggetti sono in grado di decriptare il segnale delle pay tv; successivamente i codici di decodifica vengono ceduti a dei rivenditori sportivi, che li passano dietro compenso ai clienti.che possono vedere, in maniera
del tutto illegale, i programmi criptati.

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