VIDEO / Il piano sociale dei nuovi bisogni, integrazione tra servizi e sanità

E’ il primo della gestione D’Alberto che arriva dopo la pandemia: frutto del contributo di 16 ‘attori’ sociali del territorio

TERAMO – Il piano sociale distrettuale, sull’ambito di Teramo città, è realtà. Il primo dell’amministrazione D’Alberto, dopo le proroghe per sisma e pandemia, è stato presentato questa mattina come un ‘libro di azioni’ che servirà a dare risposta al territorio, a tutte quelle emergenze che vanno dalla povertà alla disabilità passando per l’assistenza agli anziani e la sicurezza sociale.

L’integrazione socio-sanitaria è una delle parole chiave di questo piano che fa del contributo delle associazioni del terzo settore e della Asl di Teramo passaggi fondamentale per la sua corretta applicazione. Come ha illustrato l’assessore alle politiche sociali, Ilaria de Sanctis, il contributo portato dalle associazioni del territorio ha permesso di individuare e prendere in considerazione le nuove emergenze, indicare il coordinamento e la creazione di un fascicolo unico integrato con l’assistenza sanitaria, senza la quale il piano di assistenza non avrebbe efficacia.

Gli assi tematici che costruiscono detto Piano dialogano principalmente con l’integrazione socio-sanitaria – hanno detto l’assessore De Sanctis e il sindaco Gianguido D’Alberto -. La programmazione sociale deve convergere con la programmazione sanitaria, mediante l’utilizzo congiunto delle risorse umane ed economiche disponibili in capo ai due Enti. La tutela della persona e la tutela della salute – oggi più che mai – devono viaggiare su un unico binario e non su due rette parallele che non si incontrano mai. Anche le risorse del PNNR dialogano in tal senso per il raggiungimento degli obiettivi di benessere, ripresa e resilienza. Il Comune di Teramo, grazie al lavoro degli Uffici interessati, si è dimostrato all’altezza del compito assegnato per favorire i processi tracciati nei LEPS, attraverso la dimostrata capacità di creare sinergia intorno ad un tavolo di lavoro. A tal fine mi piace evidenziare che sono pervenuti 22 contributi da parte di sedici attori sociali che hanno percepito con entusiasmo l’occasione irripetibile di concertare la crescita sociale del territorio, elaborando il format “idea progetto” con contenuti aderenti ai nuovi bisogni emersi in sede di redazione del profilo sociale, ciascuno per la propria mission e competenza da statuto”

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