Da Finori un altro ricorso al Tar: stavolta per il ‘no’ alla proroga della stagione estiva

Il gestore chiedeva di proseguire con l’apertura della cabinovia dopo il 23 settembre, date le condizioni meteo favorevoli, ma gli era stato rifiutato

TERAMO – Un altro capitolo si aggiunge alla saga dei Prati di Tivo, dopo i recenti colpi di scena della mancata riconsegna degli impianti di risalita al proprietario, la Gran Sasso Teramano, da parte del gestore e custode Marco Finori: quest’ultimo ha depositato un altro ricorso al Tar Abruzzo, contro gli enti territoriali e tra questi anche il prefetto di Teramo, in particolare contro la decisione del Coreneva, l’organismo regionale che ha negato all’imprenditore sambenedettese la possibilità di prorogare la chiusura della seggio-cabinovia, alla scadenza dello scorso 23 settembre.

Finori, in considerazione delle irripetibili condizioni favorevoli del meteo, con le temperature ‘estive’ che si sono poi prolungate fino ai primi di novembre, aveva chiesto di poter prolungare la stagione estiva dell’impianto che collega la stazione dei Prati di Tivo a quella di monte della Madonnina: il Coreneva aveva respinto la richiesta, sulla supposizione che l’ingresso della stagione autunnale potesse, nell’eventualità di una precoce e abbondante nevicata, mettere a rischio la sicurezza della stazione, non attrezzata ancora per la versione ‘invernale’.

Si tratta del secondo ricorso al Tar, dopo quello contro la revoca della gestione decisa dalla Gst dopo la mancata aggiudicazione della gara di vendita degli impianti, e il quarto presentato alla giustizia amministrativa e civile da Finori: finora si è rivolto anche al Consiglio di Stato (dopo il rigetto del Tar e anche in appello la sua opposizione è stata respinta) e al giudice civile per la citazione in giudizio e richiesta danni (udienza fissata a 23 febbraio), oltre al decreto ingiuntivo con la richiesta di pagamento di 230.000 euro (quest’ultimo provvedimento impugnato dalla Gst).

Un passo, questo, che non incide più di tanto sul problema degli impianti e del loro futuro, ma arriva ad arricchire il contenzioso con la società in liquidazione proprietà degli impianti. Eppure, Finori nelle ultime ore aveva fatto un passo avanti, comunicando alla Gst la sua intenzione di riconsegnare i beni a lui affidati, in una data entro il prossimo 29 novembre.

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