VIDEO / Mentre il centrodestra va in cerca di una guida, D’Alberto blinda la coalizione

Ciapanna è pratica in cassaforte: dopo ‘Bella Teramo’ (Cavallari), ‘Fare grande Teramo’ (Di Dalmazio) è “forza che si aggiunge a forza” come dice il sindaco di Teramo. Sull’altro fronte pronto a immolarsi Tiberi (FdI)?

TERAMO – Mentre il centrodestra ‘traccheggia’, diviso tra l’incertezza di un Paolo Gatti sempre più indeciso se candidarsi o meno e la scelta di tirare dritto verso un altro candidato (Pasquale Tiberii di Fratelli d’Italia il nome più gettonato), il sindaco in carica ‘blinda’ la sua coalizione e dimostra, se ce ne fosse stato bisogno, che la sua non è squadra di veti incrociati e che il rapporto con il gruppo Di Dalmazio è ben saldo.

L’annuncio del rimpasto e dell’ingresso in giunta di Graziano Ciapanna ha smosso le acque di una campagna elettorale che prova a decollare, e sembra aver toccato il fronte opposto, a giudicare dal nervosismo di alcuni commenti suggeriti ad alcune testate giornalistiche. D’Alberto ha giocato d’anticipo, forte del consenso che è quello stesso conosciuto da chi, nel centrodestra, dovrebbe sciogliere la riserva e ancora non lo fa.

Se a questo aggiungete le ‘manovre’ che coinvolgono il cosiddetto Terzo Polo di Azione Calenda – Italia Viva, immersi in un continuo divenire, ecco che in un colpo potrebbero aprirsi scenari fino a qualche settimana fa impensabili. Una corsa a tre alle amministrative, o a quattro con il probabile candidato dei Cinquestelle, dove sono al momento sicuri i candidati del centrosinistra (D’Alberto) e del Terzo Polo (Marroni), rinviano al ballottaggio la scelta del nuovo sindaco che governerà fino al 2028 e il gioco degli accordi finalizzati agli ‘apparentamenti’ è decisivo. E se il Terzo Polo guardasse più a D’Alberto che al candidato (quale?) del centrodestra, come potrebbe spostarsi la bilancia elettorale?

Mentre insomma il centrodestra fa i conti con le conseguenze sulla coalizione del ritardo con cui si individua il candidato, D’Alberto ha messo in cassaforte l’appoggio di Di Dalmazio e sulla carta si presenta sulla strada delle elezioni rafforzato rispetto al 2018 (ricordiamo che c’è anche Bella Teramo di Giovanni Cavallari).

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