Si è spento a 83 anni uno dei giocatori più forti nell’attacco del Teramo: la sua carriera fu spezzata da uno scontro di gioco nel 1970. I funerali mercoledì in Cattedrale
TERAMO – Se n’è andato nel cuore della notte, lasciando un vuoto in chi lo conosceva e lo ha amato, accompagnato ancora oggi dall’interrogativo di quello che avrebbe potuto fare ancora nel calcio, se non fosse stato per quel drammatico scontro sul campo di Montorio, che il 30 agosto del 1970 gli bloccò la carriera di bomber.
Michele Tarallo è venuto a mancare a 83 anni. Domani, mercoledì 23 luglio, alle 16:30, l’ultimo saluto della sua città adottiva, Teramo, con la santa messa in Cattedrale.
La carriera di Tarallo nel Teramo è stata breve come il suo guizzo in area di rigore. Sostenuto da una grande prestanza fisica, il foggiano trapiantato a Teramo (era nato a Orta Nova nel 1942), con la maglia biancorossa ebbe il tempo di disputare appena 33 partite, una stagione, nel campionato 1969-1970 (Serie D, girone D), segnando 7 reti, una diversa dall’altra, esempio del suo ampio repertorio in area di rigore. Quando si puntava a lui come riferimento perla stagione successiva, Tarallo deve dire addio al calcio per un gravissimo infortunio di gioco, nella prima amichevole pre campionato a Montorio: dopo 2′ di gioco, fatale fu lo scontro con il portiere avversario in uscita.
Di lui resta un giocatore di altri tempi, forte e intelligente, che ha lasciato soprattutto in Puglia, a Manfredonia, dove ha giocato a lungo, un ricordo indelebile per le sue qualità di giocatore e di uomo. Nell’area sipontina ha anche ottenuto quei successi sul campo che gli meritarono a lungo la convocazione nella Nazionale italiana di categoria, quando sulla panchina sedeva Filippo Calabrese, un altro grande ex allenatore teramano.
La città sportiva si stringe attorno alla sua famiglia, ricordandolo – come già fatto in occasione delle celebrazioni del centenario del Teramo calcio – come il più forte bomber della storia biancorossa.
