Christian Muntianu fu ucciso nel 2022 con una sbarra di ferro e il suo cadavere nascosto in un edificio abbandonato. Tracce di Dna hanno incastrato il connazionale, fuggito prima in Romania e poi a Montpellier. Lo rapinava ogni giorno delle elemosine
TERAMO – Si chiude a distanza di poco più di 3 anni uno dei 4 cold case di omicidio ancora aperti in provincia di Teramo. A differenza dei delitti dei coniugi Masi a Nereto (2005), di Antonio Santoro a Silvi (2007) e di Renato Bellisari a Intermesoli (2014), per il brutale assassino di Cristian Muntianu, clochard romeno 48enne, trovato con la testa fracassata da un cane molecolare tra le rovine di un ex centro commerciale di Villa Rosa di Martinsicuro, il 22 marzo 2002, il colpevole è stato assicurato alla giustizia.
Le contestazioni della Procura di Teramo (procuratore Ettore Picardi, pm Francesca Zani), convergono su un connazionale della vittima, Mircea Alexandru Istrate, 38enne, raggiunto da un mandato di arresto europeo emesso dal gip di Teramo, arrestato nei giorni scorsi dalla polizia francese a Montpellier, a conclusione delle indagini portate avanti dai carabinieri del Reparto operativo dei carabinieri di Teramo.
Il corpo di Muntianu fu trovato da un cane molecolare dei carabinieri di Bologna in un seminterrato del vecchio edificio in disuso nell’area del centro commerciale Il Grillo, a ridosso del casello autostradale Val Vibrata, nel territorio di Villa Rosa di Martinsicuro. Fu il cane specializzato nelle ricerche a trovare quello che i carabinieri cercavano da ore, dopo aver trovato tracce di sangue al piano superiore: a indirizzarli lì era stato un commerciante del centro Il Grillo che insospettito dall’assenza di Muntianu da giorni (l’uomo era solito chiedere l’elemosina all’interno del centro) aveva fatto un giro nell’edificio trovando il sangue.
L’assassino aveva nascosto accuratamente il cadavere: dopo aver ucciso Muntianu con una sbarra di ferro, colpendolo alla testa, ne aveva occultato il corpo sotto macerie e calcinacci, frammenti di catrame plastificato e plastica, provenienti da un vecchio serbatoio, rendendo difficoltosa la rilevazione di odori e liquidi di decomposizione. I sospetti erano subito ricaduti su chi, come Istiarte, in condizioni di marginalità sociale, spesso aveva utilizzato quell’edificio come rifugio. Alcune testimonianze avevano riferito anche di come lui fosse solito picchiare Muntianu per rubargli gli spiccioli dell’elemosina. La conferma di un suo ruolo nel delitto arrivò anche dalla presenza di tracce del suo Dna proprio dove era tato trovato il cadavere.
L’aver compiuto il delitto molti giorni prima della sua scoperta, aveva permesso a Istiarte di prendere un consistente vantaggio temporale, che gli consentì allora di tornare in Romania. Qui, evidentemente non sentendosi al sicuro, decise di raggiungere la Francia, dove in passato aveva vissuto prima di trasferirsi in Italia.
E lì è stato scovato, al termine di una caccia investigativa in cui hanno avuto un ruolo di assoluto la Procura di Teramo, che ha coordinato l’intera inchiesta, sin dalle prime fasi. Grazie all’azione sinergica di magistratura e carabinieri è stato possibile sviluppare un impianto accusatorio solido, culminato nell’emissione di un mandato di arresto europeo e della successiva estradizione. La cattura è stata resa possibile grazie a indagini meticolose, condotte dal Nucleo investigativo di Teramo in sinergia con Eurojust (Servizio europeo di cooperazione giudiziaria) e con la Divisione S.I.Re.N.E. del Ministero dell’Interno (acronimo di Richiesta di informazioni supplementari a livello nazionale: canale Schengen per lo scambio info-operativo tra Forze di Polizia e Giustizia europee). Istrate è attualmente detenuto nel carcere di Sanremo, a disposizione della magistratura competente.
nella foto: il luogo del delitto e la vittima Cristian Muntianu

