Rivoluzione al pronto soccorso: i codici ‘lievi’ aspetteranno ancora di più

I nuovi indirizzi tecnici approvati dalla Regione per alleggerire la pressione sul personale e favorire l’attenzione sulle emergenze: i colori saranno 5 (invece di 4), arriva quello ‘azzurro’. Ma il paziente non potrà attendere più di 8 ore

TERAMO – Una completa rivisitazione del modello organizzativo dei pronto soccorso degli ospedali abruzzesi, che parte dal triage e tocca l’osservazione breve intensiva (Obi) per arrivare alla gestione del sovraffollamento, da adottare entro i prossimi 3 mesi, è contenuta nei documenti tecnici approvati dalla giunta regionale su proposta dell’assessore alla salute, Nicoletta Verì.

In sostanza, chi avrà un codice bianco o un verde, aspetterà molto di più in sala d’attesa perchè è stato introdotto un altro codice di triage, quello azzurro, che si trova immediatamente sopra al verde e sotto all’arancione e al rosso, per chi ha ‘urgenza differibile’, con accesso entro un’ora. La ‘rivoluzione’ impone anche che “la permanenza in pronto soccorso del paziente non potrà mai superare le 8 ore dal triage“, situazione questa che, vista il cronico sovraffollamento dei Ps, sembra difficilmente attuabile.

Qualora il paziente avesse bisogno di ricovero e non fossero disponibili posti letto nei reparti di degenza, l’utente sarà assistito in apposite ‘aree di attesa’ (la admission room) e sarà preso in carico e assistito direttamente dagli specialisti dei reparti dove sarà trasferito appena possibile. Da queste aree sono esclusi quei pazienti in condizioni particolarmente critiche e quelli con sospetto di malattia infettiva contagiosa

Fantasanità? Chissà. Di certo, le nuove linee tecniche sono uno strumento con cui si cerca di alleggerire la pressione sul personale sanitario dei pronto soccorso nella fase successiva al triage e alle visite, concentrando dunque le risorse sulla gestione dell’emergenza. La prima novità dunque sono i codici: Adesso saranno 5 contro i 4 precedenti: rosso (emergenza con accesso immediato), arancione (urgenza con accesso entro 15 minuti), azzurro (urgenza differibile con accesso entro 60 minuti), verde (urgenza minore con accesso entro 120 minuti), bianco (non urgenza con accesso entro 240 minuti).

Ogni unità operativa, sia di area medica che di area chirurgica, dovrà garantire quotidianamente un adeguato numero di posti letto da mettere a disposizione del pronto soccorso. Parallelamente verranno istituite anche delle aree di dimissione dai reparti (le discharge room), nella quale resteranno in attesa i pazienti in uscita verso il proprio domicilio o verso altre strutture assistenziali, che spesso attendono per ore negli stessi reparti i semplici documenti di dimissione.

Il nuovo modello di presa in carico alleggerirà la pressione anche sulle Obi, nelle quali verranno ricoverati i pazienti che necessitano di particolari cure non afferenti ad una specifica disciplina e a non ad alta complessità. La permanenza in Obi non potrà superare le 44 ore dal triage.

L’organizzazione prevista dalla delibera di giunta di ieri non incide sugli altri percorsi specifici di presa in carico già definiti da particolari provvedimenti, come quelli riservati alle donne vittime di violenza, ai minori maltrattati, ai pazienti pediatrici o a coloro che già sono in cura per patologie croniche od oncologiche, che vengono avviati direttamente alla propria unità operativa di afferenza.

La pressione sui pronto soccorso – commenta l’assessore Verì – è uno dei problemi principali che riguarda non solo l’Abruzzo, ma tutta Italia, ed è legata a molteplici fattori solo in parte governabili, come ad esempio il fatto che gli accessi possano essere effettuati liberamente e con i propri mezzi, senza dunque passare dal filtro di una centrale operativa. Era, però, nostro preciso dovere mettere in campo tutte le misure per garantire al paziente un’assistenza adeguata, ma anche dignitosa, e per tutelare il personale sanitario da un’eccessiva pressione che può arrivare a minare il benessere fisico e psicologico degli operatori stessi. Con questo provvedimento abbiamo gettato nuove basi, che siamo certi produrranno positive ricadute per tutto il sistema“.

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