Uomo con il rottweiler, scrive il padre del 13enne aggredito: chi risponderà?

Il dottor Bruni ha cercato il sindaco Costantini ma senza riuscirci. “Perchè gli aggressori di mio figlio girano impuniti per Giulianova e uno di loro è accampato su suolo pubblico con grave rischio della sicurezza di tutti?”

TERAMO – Lo aveva detto denunciando quanto accaduto a suo figlio: “I figli non si toccano e non possiamo sentirci in pericolo a casa nostra”. E ha fatto quello che aveva anticipato. Il dottor Emiliano Brunii ha intrapreso la sua battaglia civica, dopo lo scippo di cui è rimasto vittima suo figlio appena 13enne, ‘avvicinato’ da due teppisti extracomunitari che raggirandolo lo hanno derubato del borsello con i soldi, in pieno giorno all’Annunziata, a Giulianova (leggi qui l’articolo pubblicato da emmelle.it). Uno dei due è un ‘solito noto’, il marocchino che gira con il rottweiler, protagonista a Teramo prima e adesso a Giulianova di altri episodi di violenza, anche gravi, per i quali è stato anche denunciato.

Il dottor Bruni oggi ha preso contatti con il Comune per parlare con ilsindaco, per chiedergli da genitore e cittadino quali azioni intende intraprendere per garantire la sicurezza delle persone e di tanti altri come lui che hanno figli in giro, soprattutto perchè il soggetto in questione è ancora lì, accampato con una tenda sugli scogli alla foce del Tordino. Non ha trovato il sindaco Jwan Costantini ma, ci dice, “l’addetta mi ha comunicato che sarebbe stato possibile fissare un appuntamento la settimana successiva, e che il Sindaco non poteva fare nulla, invitandomi a rivolgermi alle forze dell’ordine”.

Il dottor Bruni ha reso pubblica la sua lettera aperta: “Mi rivolgo a voi come padre e come cittadino della provincia di Teramo residente a Castellalto – per condividere un episodio che non può passare sotto silenzio e che solleva interrogativi profondi sullo stato di sicurezza urbana e sul senso civico che ci unisce. Martedì 5 agosto 2025, alle ore 13:30 circa, mio figlio di appena tredici anni è stato vittima di uno scippo in pieno giorno sul lungomare di Giulianova, da parte di due soggetti adulti, che gli hanno sottratto il borsello dopo averlo avvicinato con una scusa. I due erano accompagnati da un cane di grossa taglia, un Rottweiler lasciato sciolto, libero di muoversi tra ciclisti, bambini e famiglie. Immediatamente è stata sporta denuncia e l’intervento dei carabinieri è stato tempestivo, professionale, encomiabile”.

Il giorno successivo – prosegue Bruni -, io stesso mi sono ritrovato faccia a faccia con i due soggetti, liberi di circolare indisturbati, sempre sullo stesso lungomare, quasi a voler sfidare ogni senso di giustizia e di legalità. In quell’occasione, ho richiamato nuovamente i carabinieri di Giulianova, che sono intervenuti in modo impeccabile e tempestivo. Questa mattina, 7 agosto, ho potuto constatare personalmente che la tenda del soggetto coinvolto è ancora lì, piazzata indisturbata nella zona degli scogli, in prossimità della pista ciclabile. Spinto da un senso di urgenza, ho telefonato all’ufficio del sindaco di Giulianova per richiedere un incontro urgente.

“L’addetta mi ha comunicato che sarebbe stato possibile fissare un appuntamento la settimana successiva, e che il Sindaco non poteva fare nulla, invitandomi a rivolgermi alle forze dell’ordine”. Parole che, pur pronunciate con tono poco istituzionale, lasciano trasparire un profondo scollamento tra chi rappresenta le istituzioni e la realtà concreta vissuta dai cittadini. Un’incapacità, forse inconsapevole, di cogliere la gravità della situazione e la pericolosità tangibile che si respira sul territorio. Voglio essere chiaro: non cerco un nemico politico o un capro espiatorio, ma come padre e come cittadino mi interrogo: è normale che dopo un’aggressione a un minore, i responsabili siano ancora liberi, visibili, presenti nello stesso luogo, senza alcun presidio o intervento dissuasivo immediato?
Inoltre, è fatto noto che uno dei due soggetti coinvolti ha precedenti registrati a Teramo, dove ha commesso reati e generato allarme sociale. Oggi risiede stabilmente sul lungomare sud di Giulianova, tra gli scogli e la pista ciclabile, in condizione di occupazione abusiva su suolo demaniale, con il Rottweiler regolarmente lasciato sciolto, anche in presenza di bambini e famiglie.

A supporto della mia testimonianza, sono disponibili materiali fotografici (sfocati per tutela legale) che documentano la presenza dei due soggetti identificati. Che facciamo come cittadini? Che facciamo come istituzioni? Il problema è più ampio dello scippo. È la percezione crescente di insicurezza. È il senso che stiamo normalizzando l’illegalità, scivolando in un degrado silenzioso, palpabile, sociale e culturale. Noi cittadini civili, cosa possiamo fare per evitare l’imbarbarimento della società che ancora vorremmo chiamare civile? Vorrei ringraziare sentitamente i carabinieri del Comando di Giulianova: si sono dimostrati esemplari, sensibili e umani. Ma se poi gli strumenti normativi non permettono interventi efficaci, cosa possono fare, in pochi, su un territorio tanto ampio? È tempo di affrontare il problema. È tempo di agire.

Chiedo con forza – interroga il dottor Bruni -: che il sindaco Costantini si esprima pubblicamente sull’accaduto e assuma una posizione chiara e concreta. Che vengano avviate immediatamente azioni visibili e misurabili di bonifica, vigilanza e ripristino della legalità sul lungomare e non solo. Faccio appello ai cittadini giuliesi e teramani: mettiamoci la faccia, come ho fatto io. Alziamo insieme la voce, restando civili ma determinati. È necessario che la cittadinanza si attivi, che sollevi il problema anche sul piano politico, che costruisca una risposta collettiva, consapevole, responsabile. È solo con l’impegno di tutti che possiamo fermare il degrado e riaffermare il diritto a vivere in una comunità sicura e giusta.

Giulianova merita attenzione. I cittadini meritano risposte. I bambini meritano protezione. Oggi è toccato a mio figlio. Domani, a chi?

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