FOTO / Ossa umane di quasi due secoli fa rinvenute nella chiesa di San Domenico

Corso Porta Romana. Erano in una scatola in una soffitta: sarebbero appartenute ad una decina di frati dell’annesso convento, morti tra i 100 e i 150 anni fa

TERAMO – Come era intuibile, non c’è giallo nel ritrovamento delle ossa umane in una soffitta della chiesa di San Domenico, in corso Porta Romana, da parte di un sagrestano che ha subito avvertito il parroco, don Christian Cavacchioli che a sua volta lo ha fatto con i carabinieri e l’amministrazione comunale.

Riposte in uno scatolone, si è subito riflettuto che quei crani, ossa lunghe e tante altre più piccole (e numerose), fossero appartenute ai residenti della parrocchia e del convento di questa struttura religiosa edificata nel Trecento e riaffidata ai frati domenicani nel 1931, dopo oltre un secolo di chiusura. E’ quindi possibile che i resti siano venuti alla luce durante i lavori che si sono susseguiti dai primi del Novecento e fino agli anni ’60-’80, e che siano stati riposti senza dar loro una pietosa sepoltura (o una nuova sepoltura se addirittura provenienti da un piccolo camposanto preesistente in loco).

I resti umani sono stati posti sotto sequestro e affidati al medico legale della Asl di Teramo, della Asl di Teramo, Francesco Ramberti, che è riuscito a ‘datarli’ all’incirca ad un secolo-un secolo e mezzo fa, come appartenuti a frati sepolti in quell’epoca. Adesso saranno riposti nell’ossario del cimitero a cura dell’amministrazione comunale di Teramo.

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