L’ufficiale veronese 50enne sostituisce Saccone: vanta una lunga esperienza tra Cefalù, Torino e Bari nelle indagini contro l’eversione rossa e anarchica. Tra i protagonisti delle indagini sulla liberazione di Vallarino Gancia
TERAMO – Massimo Corradetti, veronese di 50 anni, laureato in Giurisprudenza alla Sapienza di Roma e in Scienze della sicurezza esterna ed interna a Tor Vergata, è il nuovo comandante provinciale dei carabinieri di Teramo, che subentra al pari grado Pasquale Saccone, passato ad altro incarico a Roma.
Corradetti si è presentato questa mattina alla stampa e ai teramani, assicurando una continuità di gestione dell’Arma territoriale, secondo il criterio della priorità alla prevenzione, sia sulla costa che nelle aree interne dove, ha ribadito, “ci sono cittadini che hanno lo stesso diritto alla sicurezza e ai servizi dei nostri carabinieri”.
Corradetti arriva a Teramo con un curriculum fatto di una esperienza formata in particolare nell’antiterrorismo anarchico e brigatista, ma nella lotta alla criminalità organizzata. Importanti sono infatti le sue indagini, inizialmente a Cefalù, nell’operazione ‘Nibbio’ che nel 2005 aveva disarticolato un gruppo dirigente di Cosa Nostra siciliana, e poi nell’ambito del servizio al comando delle Compagnie di Vico del Gargano (Foggia), Brindisi e Noto (Siracusa). Il nuovo comandante teramano – un master
in ‘terrorismo, prevenzione della radicalizzazione eversiva, sicurezza e cybersecurity’ all’università di Bari, diplomato all’Accademia militare di Modena e alla Scuola ufficiali carabinieri – nel 2010 è stato selezionato nei Ros concludendo indagini contro la destra antagonista a Torino, dove sventò un attentato con la pericolosa ricina nell’ambito dell’operazione ‘Testuggine’, operando nel contrasto agli anarco-insurrezionalisti e partecipando alle indagini che portarono ad individuare il responsabile del femminicidio di Elena Ceste, ad Asti, nel 2015.
Nel recente passato ha contribuito all’indagine che ha portato ad individuare, dopo 50 anni, i tre terroristi delle Brigate Rosse responsabili dell’attentato alla ‘cascina spiotta’, ad Alessandria, in occasione della liberazione di Vallarino Gancia, nel 1975. Sempre a Torino ha condotto l’indagine ‘Mido’, che ha portato all’arresto di un terrorista jihadista appartenente ad una cellula dormiente, nel 2016. Nel 2017 è stato distaccato ad Europol al tavolo ‘joint liaison team’ istituito dopo gli attentati di Parigi.
Al Ros di Bari, nel 2022, si confronta nuovamente con la mafia garganica, catturando i latitanti Marco Raduano e Gianluigi Troiano in Corsica e Spagna, unitamente agli uomini della Crimor del Ros e contribuendo all’indagine Mari&Monti che ha colpito il pericoloso clan dei Montanari.
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