Gaza, Teramo si mobilita. Il sindaco: “Il consiglio revochi il gemellaggio con Rishon”

Il corteo rumoroso organizzato dalla Cgil ha riempito il centro storico. Il primo cittadino che ha detto di non ritenere più opportuno lo scambio istituzionale con la città israeliana che va avanti dal 1998

TERAMO – Come era stato il 6 settembre, anche questa sera il corteo rumoroso organizzato su impulso della Cgil di Teramo a favore di Gaza ha ricevuto l’adesione di centinaia di persone, indicando chiaramente quale movimento di popolo c’è dietro la sensibilizzazione contro il genocidio in atto nella Striscia e contro i palestinesi.

L’appello lanciato in questi giorni a livello nazionale e rilanciato a Teramo dalla Camera del lavoro è stato dunque raccolto con presenze in prima persona che nel pomeriggio hanno bloccato parte del centro storico interessato dal percorso, con il raduno ai Tigli e il passaggio sul Corso verso piazza Martiri.

Ci eravamo già mobilitati, a Teramo come in tutta Italia – hanno detto alla Cgil -, ma la grave situazione che sta continuando a portare morte e distruzione ci impone ancora una volta di far sentire la voce di quanti contestano fermamente questa barbarie che si sta consumando nella striscia di Gaza. La Cgil Teramo chiede di fermare subito ogni intervento militare nella Striscia, di sostenere e garantire la sicurezza della Global Sumud Flottilla e di tutte le missioni umanitarie in corso, di garantire corridoi umanitari e mettere in sicurezza la popolazione civile. La Cgil Teramo chiede che venga sospeso ogni accordo di cooperazione commerciale e militare con Israele finché non si ferma il genocidio a Gaza e l’occupazione della Cisgiordania”.

L’occasione è stata utile per tornare a unirsi a quanti chiedono al Comune di Teramo (e al sindaco D’Alberto che ha partecipato alla manifestazione assieme al consigliere regionale Cavallari, al vicepresidente della Provincia Core, alla vicesindaca Di Padova e all’assessora Cordone) di sciogliere definitivamente il gemellaggio con Rishon Le Zion, di farsi portavoce della stessa richiesta in sede Anci e di cambiare la denominazione della piazza intitolata alla città israeliana nel quartiere di Colleatterrato Basso.

Il primo cittadino, chiamato a intervenire pubblicamente, ha rotto gli indugi e davanti alla piazza riunita ha affermato che la procedura per la revoca del gemellaggio sarà sottoposta al vaglio del consiglio comunale: “Si tratta di un massacro di fronte al quale non possiamo tacere – ha detto D’Alberto parlando dal sagrato del Duomo -. Per questo, dopo aver espresso il nostro sdegno all’Ambasciatore israeliano in Italia per il dramma che si sta consumando a Gaza, e che riguarda tutti, di fronte all’aggravarsi di una situazione che non ha più nulla di umano, è giunto il tempo che il Consiglio si esprima sull’interruzione del gemellaggio con la città israeliana di Rishon Le Zion. Perché oggi – ha concluso il sindaco di Teramo – è il tempo di scegliere la parte giusta da cui stare: quella della vita, quella della Pace, quella del riconoscimento della dignità di tutti i popoli“.

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