Il dramma della solitudine in via Lepanto. Il corpo mummificato era in camera da letto. Viveva da sola, senza contatti con madre e fratello a Napoli. Negli anni ’60-’70 l’azienda del padre era florida
GIULIANOVA – E’ attribuibile a cause naturali, molto probabilmente legate a patologie pregresse, il decesso di Aida Bonarrigo, la 57enne – componente della famiglia che negli anni passati gestiva l’allora fiorente azienda di confezionamento delle sardine e prodotti ittici -, il cui corpo mummificato è stato rinvenuto questa mattina nella camera da letto della sua abitazione di via Lepanto, sopra al bar L’angolo. Secondo una stima approssimativa del medico legale, la morte della donna risalirebbe a circa un mese fa.
La notizia è stata accompagnata da un grande senso di tristezza a Giulianova Lido, dove la donna era molto conosciuta e soprattutto nei vicinato era indicata come una donna con grande bisogno di aiuto, claudicante e sofferente sotto il profilo psicologico. Viveva sola e questo decesso può essere sicuramente ascritto a dramma della solitudine: la donna sembra non avesse rapporti con la madre e un fratello, che dicono vivano a Napoli, e che spesso si vedeva in giro attorno all’abitazione, nel quartiere, sempre da sola.
La mente di tanti, nell’apprendere la notizia, è tornata indietro negli anni, a quando Giulianova prosperava nel commercio del pesce e qui insisteva una delle aziende di produzioni ittica più rinomate, la ‘Salagione Bonarrigo’, fondata dal padre di Aida, napoletano di origini, che negli anni ’60-’70 raggiunse il momento più alto della sua attività, impiegando molte famiglie giuliesi.


